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Dec 09, 2014

Integrate an alternative PDF viewer in Lotus Domino

Give me a choice....

Integrate an alternative PDF viewer in Lotus Domino

All browsers has its own PDF plug-in for PDF files, Acrobat Reader is for IE. But...have you ever had problems with it? I will! That's why I looked for another solution.

Everything starts googling "acrobat reader gray screen loading": as result you could obtain tons of pages suggesting you any kind of solution (that, in my case, doesn't works!). The problem? Open a pdf file using Acrobat Reader IE plugin.

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Dec 03, 2014

Tipografia o arte? Il font si trasforma in design e scultura!

I LOVE TYPOGRAPHY

Tipografia o arte? Il font si trasforma in design e scultura!

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Per gli appassionati del font design ecco 10 esempi di tipografia utilizzata in ambiti diversi da quello convenzionale. Scopriamo insieme un altro modo di vedere i font.

Il font, ovvero il tipo di carattere usato, è fondamentale per caratterizzare il design della pagina. In alcuni casi la creatività spinta al massimo trasforma il font design in opere d'arte. Ecco i 10 esempi più caratteristici dei tanti proposti in rete.

An obvious bus stop

Bus

Scultura "An obvious bus stop" realizzata a Baltimora dalla "Madrid-based artist collective Mmmm". Il design friendly di questa fermata è in contrasto con una city industriale e sicuramente rende meno noioso il dover aspettare il bus ogni mattina. La lettera B può proteggere le persone dalle intemperie, e la curva della S invita passeggeri di sdraiarsi mentre aspettano.

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Nov 27, 2014

DotJS: la mia prima “no-wireless” conference

JavaScript a Parigi

DotJS: la mia prima “no-wireless” conference

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Impressioni a caldo sulla conferenza oltralpe "DotJS" di Parigi, interamente dedicata a JavaScript

In serata il volo per l’Italia direzione Bologna, ho giusto il tempo per qualche considerazione sull’evento parigino al quale ho partecipato poche ore fa con il collega Andrew Mleczko @amleczko.

Il nome della manifestazione "DotJS" è autoesplicativo, il tema è JavaScript.
Non è la prima conferenza sull’argomento alla quale partecipo quest’anno, ma sicuramente è tra le più significative, non fosse altro che per gli speaker invitati.
Giusto per fare qualche nome: Yehuda Katz @wycats creatore di Ember.js, Handlebars & Thor, Angus Croll @angustweets creatore di Flight e autore di “If Hemingway Wrote JavaScript”, Mike McNeil @mikermcneil creatore di Sails.js, Paul O’Shannessy @zpao maintainer di React e molti altri, in totale i talk della giornata sono stati all’incirca una dozzina.
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Nov 25, 2014

Agile day 2014. Seconda tappa.

Agili si diventa!

Agile day 2014. Seconda tappa.

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Dopo la tappa estiva, con il MiniIAD, l'agile day si ripropone nel format standard ad Ancona. Fra vecchi e nuovi volti, vediamo cosa siamo riusciti a portare a casa

Era luglio, e Trento aveva aperto la nostra stagione "agile". Dalla montagna siamo passati al mare per la seconda tappa annuale.

Anche stavolta le attese non sono state deluse. Fra vecchie facce e nuovi volti alcuni argomenti sono ormai ripetuti per chi frequenta con regolarità questi eventi; però c'è sempre spazio per spunti interessanti ed è questo che mi piace in questo tipo di conferenze.

La partenza è stata ottima. Il keynote di Matteo Vaccari (@xpmatteo) è stato decisamente interessante.

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Matteo, ha fatto un'ottima panoramica sulle metodologie agili e sui problemi riscontrati nell'introdurle, partendo dal "Perché è così difficile fare Extreme Programming" e cercando di trovare un percorso fra le varie metodologie per semplificarne via via l'introduzione in un team.
Ci ha raccontato di come XP sia poco usata probabilmente per la quantità di elementi e per l'alto grado di difficoltà che presenta. Ci ha raccontato di come si possa partire da un approccio più "leggero", applicando ad esempio scrum; di come semplificarlo ulteriormente arrivando ad utilizzare kanban; soprattutto ha voluto puntare forte su un concetto:

Se per quanto si provino metodologie agili, queste sembrano sempre troppo complicate, bisogna cominciare a ragionare in termini di problema e affrontare un problema alla volta fino alla sua soluzione. Ma sopratutto, occorre "lasciarsi andare" e uscire dalla propria comfort zone. Sapendo che ci sarà da faticare!

 

Il secondo talk che ho seguito è stato quello di Ilias Bartolini (@iliasbartolini) e Paola Camacho (@PaoCa9) che ci hanno parlato di come la diversità in un team non debba essere un ostacolo, piuttosto una risorsa!

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Ilias e Paola ci hanno indicato molti esempi di come la diversità sia necessaria in un team per ottenere risultati migliori; uno dei casi più ovvi si può riassumere in questa slide:

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Ma, al di la dell'ovvio, si è parlato di diversità in tantissimi ambiti, sociali e personali. E' stato un talk ben lontano dall'essere tecnico: in un paese che fa ancora moltissima fatica ad accettare la diversità, anche solo di pensiero, questi sono temi delicati e importanti da affrontare.

La mia mattina è proseguita con il talk di Pierluigi Pugliese (@p_pugliese). Ero curioso di sentir parlare di gestione agile dal punto di vista manageriale e ho deciso di seguirlo: il talk ha ripreso abbastanza concetti già sentiti in un workshop dello stesso Pugliese (a BetterSoftware).

Il quarto talk seguito è stato quello di Lorenzo Massacci (@lorenzomassacci) che ci ha introdotto al magico mondo di LEGO Serious Play:

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Lorenzo ci ha portato alla scoperta di questo processo di design che si basa su pochi semplici concetti, il più importante dei quali è che:

le nostre mani sono il motore di ricerca del nostro cervello

Ci è stato spiegato come diversi studi attestino il fatto che il lavoro pratico sia di enorme aiuto per visualizzare e realizzare meglio un processo mentale, e di come questo aiuti a migliorare un processo produttivo. E poi... ci ha fatto giocare con i LEGO.... (segue: il papero!)

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Passiamo a quello che per me è stato IL TALK della giornata. Team non si nasce ma si diventa! Il talk presentato da Marco Fracassari e Jacopo Franzoi era mirato a raccontare alla platea di come, nella loro esperienza, siano riusciti a raggiungere l'obiettivo di essere un team migliore grazie all'utilizzo di tecniche agili.

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Ho sentito molte critiche al talk, a mio avviso non giustificate! L'ho sentito indicare come noioso oppure come "checklist" delle tecniche adottate da quello specifico team, mentre l'attesa era sui "trucchi" per diventare agili.

“The only place where success comes before work is in a dictionary.”
Vidal Sassoon

Nella mia breve esperienza con l'agile, credo fino ad ora di aver capito bene solo una cosa. Non ci sono ricette magiche che possano aiutare o facilitare il processo tramite cui diventare "agili".

Secondo me questi ragazzi hanno fatto un talk esemplare in cui hanno presentato ai "sempre e comunque scettici" verso le pratiche agili un caso reale in cui un team racconta di avercela fatta, di essere migliorato, di aver visto riconosciuto questo miglioramento dall'azienda, dai loro utenti e da loro stessi.

Il loro è un caso molto specifico? Certo. Il loro cliencite è interno e questo semplifica le cose? Senz'altro! L'agile secondo me insegna pratiche che aiutano, ma la cosa più importante rimane saper identificare e risolvere i problemi. E un problema non è solo il cliente che non collabora. Nel lavoro di un team è importante l'affiatamento, la fiducia nei colleghi. E questo porta al miglioramento. Questo è ciò che secondo me hanno mostrato. E ci hanno raccontato che queste cose non vengono regalate e non capitano dalla sera alla mattina.

Oltre tutto, a mio avviso, il loro talk chiudeva alla perfezione il cerchio con quanto esposto da Vaccari al keynote del mattino!

Abbiamo chiuso il pomeriggio con Alberto Brandolini (@ziobrando) che ci ha parla di debito tecnico. Ci ha parlato dell'ansia che può generare, dell'illusione di averlo sotto controllo, ma soprattutto ci ha chiesto di farci delle domande:

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Perché, come ci dice Brando, quello che non sappiamo crea ostacoli. Può essere che una volta analizzato a mente fredda il problema, il debito sia più piccolo di quanto si immagina, che non sia necessario rimediarlo repentinamente, o addirittura non sia nemmeno necessario pagarlo.

Cosa portiamo a casa? Come sempre entusiasmo e la speranza di un mondo migliore :-).
La speranza di poter vedere risultati nel proprio lavoro, applicando idee e spunti presi alla conferenza. Personalmente ho sempre più la consapevolezza che l'applicazione di certe pratiche mostreranno risultati solo con una grossa dose di impegno e fatica: dopotutto, quello che ci si chiede è di cambiare la propria mentalità e non è certo una cosa semplice. Ma non per questo è inaffrontabile!

Mi porto a casa anche questa:

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"rubata" dalla presentazione di zio brando! Sperando di riuscire a seguire sempre il consiglio!

Nov 21, 2014

Web Summit: where the Tech World Meets

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Si è da poco concluso a Dublino quello che è stato definito l'evento digitale più importante di tutta Europa

Ormai sono passati diversi mesi da quando Massimo ed io ci siamo detti: “Ehi, questo evento sembra interessante, potremmo anche andare … potrebbe essere utile capire dove sta andando il web” e in effetti eccomi qua a raccontare questa conferenza che si è dimostrata speciale fin dai numeri.

Il Web Summit (WS), che si è svolto a Dublino dal 4 al 6 novembre, è nato 5 anni fa e ha avuto negli anni una progressione impressionante di partecipanti: 400 il primo anno, poi 1000, poi 3900, poi 10200 fino ad arrivare ai 22000 di quest'anno, con partecipanti provenienti da 106 paesi. E poi 600 relatori, oltre 2000 startup, oltre 2000 persone dello staff, 1300 giornalisti, oltre 60000 tweet nei 3 giorni.

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