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The Treasure of Frontend Island

21 settembre 2012, Teatro Duse, Bologna

Sep 25, 2012

The Treasure of Frontend Island

Il nome della conferenza di Bologna era già un indizio, ma ora è possibile confermare il tesoro che conservava: la migliore conferenza Front End del 2012 in Italia. Eccone un report

Era da marzo che aspettavo di andare al fronte, a vedere le cose dalla prima linea.

Lo so, sembra l'inizio di un romanzo di Hemingway e invece sto solamente parlando della conferenza "The Treasure of Frontend island" organizzata da “from the front” a Bologna al teatro Duse, una picaresca giornata trascorsa insieme ad alcune delle menti più brillanti di questo fantastico mestiere.

 

 

Denys Mishunov - Science of Design

Steve Krug -YOU'RE NOT DOING USABILITY TESTING? ARE YOU… NUTS?

Si inizia subito con un mostro sacro dell'usabilità come Steve Krug, quello di “don't make me think” che introduce il suo intervento con una simpatica discussione a fumetti fra le figure del developer, del designer, del Project Manager e del Marketing.

Secondo Steve bisognerebbe fare test di usabilità più agili e semplici, concentrati in un'unica giornata mensile in cui si osservano gli utenti - che non sono come noi, non hanno le nostre basi personali - e in questo modo si potrebbe arrivare veramente a testare l'uso di ciò che creiamo. Mentre per ora, la verità è che la maggior parte dei siti non viene testata. Ce ne da' subito una dimostrazione concreta con un volontario dal pubblico al quale fa fare un test di una bellissima app per iPhone che si chiama Clear.

Emergono nozioni interessanti: non bisogna testare troppo tardi nel processo, mai alla fine dello sviluppo, ma sempre il prima possibile, quando ci si sta ancora lavorando.

Occorre pensare sempre: "What's the smallest change that might solve?", cioè identificare i possibili tweaks. Il concetto di tweak per lui è centrale e ne snocciola tutte le ragioni che lo valorizzano rispetto alle vaste operazioni di re-design, che spesso non arrivano. Sostanzialmente “cost less, less work, change sooner”, solo per dirne alcuni.

 

Peter Paul Koch - A PIXEL IS NOT A PIXEL (slide)

Poi prende posto sul palco, di fianco ai barili di rum, PPK, Peter Paul Koch, per me un vero mito vivente dalle prime letture su javascript a quirksmode.org (chi ancora ricorda da quale modalità di IE derivava questo nome?).

Si addentra subito nella complessità articolatissima del pixel, che non è più il pixel di una volta.

Ne esistono di 3 tipi: i css pixels (un construtto astratto), i density-indipendent pixels (Dips) e i device pixels, che aumentano costantemente nei dispositivi di nuova generazione.

Prosegue sempre con i tipi di pixels ma visti da javascript, poi introduce i viewports con un'immagine di una fessura di una chiave sul quadro della Gioconda molto esplicativa. I viewports diventano molto complessi su mobile e ce ne sono di vari tipi: visual? o layout?, soprattutto dipendono anche dai browser. PPK passa agilmente dallo zooming alle media queries, ma con un sorriso da stregatto domanda: "sì, ma quali???", quelle basate su device-width, le width queries semplici o le viewport queries basate su width = device-width?

La complessità si snoda rapida fra i suoi pensieri fino a culminare nel mal di testa, come avvertiva il disclaimer al suo intervento, quando chiude asserendo sì, ma "width of what ???". Conclude sicuro con la miglior combinazione per fare responsive oggi, derivata da questo quadro complesso.

(alcuni approfondimenti http://www.quirksmode.org/blog/archives/2010/04/a_pixel_is_not.html)

 

Denys Mishunov - SCIENCE OF DESIGN (slide)

Dopo personaggi di questo calibro tocca a Denys Mishunov che risale alle radici storico-artistico-filosofiche del design e tocca tutta la classicità dell'argomento: sezione aurea, regola dei terzi, proporzioni e rapporti numerici dietro le relazioni visive e spaziali, teoria del colore.

Ma soprattutto in una delle sue dettagliate slide, una lezione sul contrasto, prendendo una foto di Ansel Adams per analizzarne la composizione, le linee e gli accurati contrasti. Un fotografo che adoro e sul quale hanno da poco fatto una personale a Modena. Applausi.

 

Remy Sharp - MOBILE DEBUGGING (slide)

E' il turno di Remy Sharp; questo, fra tutti i talk, era quello che mi aveva più incuriosito, già dalla sua descrizione: “mobile debugging is a bitch !”. In realtà è una vera e propria dichiarazione di amore verso l'arte del debug, della quale Remy va ad elencare i sacri principi: replicare, isolare & eliminare.

Il suo filo conduttore rimane sempre “expect the unexpected” e soprattutto non usate simulatori ma dispositivi reali. Uno degli scrigni del tesoro trovati in questa giornata di studio è sicuramente in questo intervento: infatti Remy lancia dobloni preziosissimi, nuovi tool e strumenti per il debugging mobile ancora poco conosciuti. Eccone alcuni da annotare:

jsconsole.comCharles | fiddlerweinre | iwebinspectorjsbin.comshadow di adobe con la plugin browserChrome for android:6000 e remote debugging in FF mobileremote-tilt.comslowly.appsloppy

 

Blaine Cook - INVENTING THE NEW WORLD

Blaine non lo conoscevo; con il suo intervento la mia attenzione parte un po' in sordina, anche a causa del mancato coffee break, ma mi rendo subito conto che dall'intervento tecnico di prima siamo passati a una pura visione astratta di pensiero.

Per Blaine abbiamo assunzioni cieche che ci impediscono la scoperta di nuovi territori. Bisogna innanzitutto rimuovere la paura di avventurarsi, perché è tutto sotto i nostri occhi, occorre solo saperlo vedere. Il suo stimolo punta direttamente al non accontentarsi delle strade già percorse ma al trovare nuove mappe. E quale posto migliore per dirlo ad una conferenza che si chiama così? La sua sensibilità di viaggio è una piacevole scoperta così come il suo divertimento a cliccare su una mucca colorata! (click.cow)

 

Linda Sandvik - Making Things Better

Linda Sandvik - MAKING THINGS BETTER

Linda è qui sul palco del Duse ed è la prima volta nella sua vita che fa una conferenza così; quando lo dice lascia il pubblico ammutolito, è la prova vivente del suo talk, come uscire dalla propria “confort zone” e provare tutto nella vita, facendo qualcosa di diverso ogni giorno, anche se piccolo. Perché la prima cosa da fare per Linda è imparare a fallire: "fail, fail fast, fail often", ovvero avere confidenza con il fallimento, e lei è qui anche per raccontare i suoi.

Una volta impostato un ambiente di lavoro che non teme il fallimento, anzi è confidente con esso, si ha la serenità necessaria per l'innovazione, per la sperimentazione, per l'invenzione. Linda tiene un "crash course" di vita sul provare cose nuove, sull'imparare ad imparare, sul creare una propria strada all'innovazione basata anche sulla fortuna, la fortuna di scoprire cose che gli altri non hanno ancora scoperto, proprio perché siamo partiti facendo le cose nel modo sbagliato, ma il nostro modo sbagliato.


Jake Archibald
- APPLICATION CACHE: DOUCHEBAG

Jake presenta application cache, un modulo html5 che permette di far funzionare siti web senza il bisogno di una connessione, appunto sfruttando un sistema di caching per scaricare parti del sito e averle poi sempre disponibili.

L'intervento è lucido, appassionato e tecnico. Quando tenta di spiegare tutte le fasi di configurazione di questo approccio, trasforma ogni parola in verbo, come "Offling", "Offlinerifying" e risulta molto simpatico. Mette subito in guardia anche dalle criticità della cache estrema, per cui Application Cache può fare cose molto potenti, ma se utilizzato con moltissima cautela.


Jonathan Snook - STATE-BASED DESIGN (slide)

Un altro attesissimo ospite è snook.ca che ha appena pubblicato SMACSS, un bel libro sulla scalabilità, il mantenimento e la modularizzazione dei css. Ritengo che i suoi studi sulla categorizzazione delle regole css siano molto importanti, soprattutto perché impongono una visione d'insieme e di lunga prospettiva sul futuro del css che si sta scrivendo; la sua citazione migliore è "code css for a system not for a page".

Anche lui pone l'accento sullo spostare il nostro pensiero fuori dall'abitudine, sul pensare modularmente e sul pensare a tutto tondo, per arrivare all'innovazione e anche alla riorganizzazione css. Il codice css dovrebbe essere chiaro a prescindere del contesto. In particolare approfondisce lo state-based design, le classi, gli attributi, le pseudoclassi e le mediaqueries di stato. Fornisce anche esempi divertenti come la sprite animation del lemmings che corre all'indietro grazie alle webkit keyframes animation.


Denise Jacobs
- RESPONSIVE STORYTELLING

Denise è qui per raccontarci una storia, nel modo più tradizionale dell'oralità. La storia di un cervello e della sua avventura verso la creatività, quasi una favola di viaggio, del ricongiungimento fra emisfero sinistro e quello destro, in fuga da Cubicalia - il regno delle regole grigie e dell'abitudine.

Il focus di Denise è proprio sulla storia e sul raccontare storie: infatti, oltre a tutte le tecniche per adattarsi a piattaforme e device della user interface, è anche la storia che ci sta dietro che conta e la lealtà che essa ispira. Con Denise chiudiamo gli occhi, respiriamo, ci rimettiamo in contatto con il nostro emisfero destro; è un invito alla conoscenza di se stessi e dei propri ritmi, è un invito a invadere i parchi durante le riunioni di lavoro, un ritorno al contatto profondo con la nostra interiorità. Credo che Denise abbia citato anche Tom Waits, ma credo anche di essermi perso il passaggio preciso oppure me lo sono sognato, dato il volgere della giornata verso l'ultimo talk.

 

Aral Balkan - DESIGNING FOR HUMANS

Pensavamo di avere già visto e sentito l'incredibile in questa giornata - ve invece no, c'è il gran finale affidato non a caso ad Aral. Un uomo di spettacolo che prende posto sul palco ed è subito un clima incredibile di rapimento. Inizia con la migliore definizione di sviluppatore che esista: "developers make things for People".

Ci sono le persone dietro tutto quello che facciamo, non si deve mai smettere di pensare a loro nella progettazione, ai loro problemi quotidiani e a come risolverli, e non il contrario. L'experience design aiuta a capire loro, le persone, emotive, irrazionali, imprevedibili; l'usabilità di ciò che progettiamo è rivolta a loro. Una pioggia di esempi partendo dai bagni dove non è sempre scontato che la prossimità implichi relazione.

Alcuni esempi tragicomici, altri intelligentissimi, ovviamente da Oslo dove si sa già che "the best UI is not a UI","there is not BUT in design" e "Great design is about to say NO way more than saying YES". E' solo l'esperienza utente che conta, occorre tornare al minimalismo piuttosto che alle mille funzionalità e agli infiniti accessori. E il suo prototipo di lavatrice è veramente perfetto per l'esperienza utente, l'andrei a comprare subito e possiede un solo bottone... Ogni esperienza è un granello di sabbia in una clessidra limitata di momenti, e ogni granello deve rendere migliore la nostra vita.

 

Una giornata decisamente fuori dall'ordinario, in un luogo meraviglioso nel pieno centro di Bologna; l'organizzazione è stata impeccabile, a parte i noti problemi di wifi, i ringraziamenti vanno davvero a tutti loro, una squadra affiatata. Non vediamo l'ora di tornarci l'anno prossimo. Fra circa un mese dovrebbero uscire anche i video della conferenza, sarà un piacere riguardarne alcuni attimi.

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