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BetterSoftware? BetterTeams, BetterPeople!

Firenze, 26 e 27 settembre 2012

Oct 02, 2012

BetterSoftware? BetterTeams, BetterPeople!

Un BSW2012 all'insegna del miglioramento dei processi e della consapevolezza dell'importanza delle persone

Dopo aver saltato l'edizione 2011, mercoledì scorso sono tornato a BetterSoftware. Il format dell'evento è rimasto lo stesso: speaker con profilo alto, focus sul migliorare, una due giorni intensa.

Organizzazione, gestione dei team, neuroscienza (!?), emozioni, metriche, startup: questo è stato #bsw2012

Quello che ho trovato di diverso sono stati i contenuti. Si è parlato di tecnologia e di software, chiaramente, ma i talk predominanti, quelli con tanto pubblico, quelli che ti hanno dato qualcosa da portare a casa e su cui riflettere, sono stati altri. Ho partecipato ad una conferenza sul software e si è parlato di sociologia.

Il nostro zio preferito

MindMapConto di aggiornare il post con il link alle presentazioni su slideshare (non appena lo zio le "posterà"); per il momento accontentatevi di questo

Parto da @ziobrando, al secolo Alberto Brandolini. Due talk: "Stai guardando i dati sbagliati" e "Fare pipì controvento".

In breve il punto è:

  • perché stai gestendo nel peggiore dei modi i tuoi dati?
  • perché persone intelligenti prendono decisioni stupide?

A proposito di dati, dobbiamo ragionare meglio sul dominio in cui questi dati esistono (non a caso il DDD è uno dei suoi ambiti preferiti). Non si tratta solo di memorizzare byte, ma di salvare semantica, stati, eventi.

Sì, semantica, perché una bozza di offerta non è un contratto: l'una è modificabile mille volte, ha un modello di accesso ai dati prettamente RW, l'altro - una volta firmato - non lo tocchi più, ma lo leggi molte volte.

Il modello di sviluppo ad eventi (see Greg Young) può essere molto utile: quello che le macchine sono in grado di fare benissimo è ricordare e ripetere. Notificare al mondo l'evento "ho creato un contratto" e lasciare che altre applicazioni specifiche agiscano di conseguenza è molto preferibile rispetto a far sì che la nostra applicazione si prenda carico di compiti non suoi.

Ma soprattutto, nella fase di definizione dei modelli logici, la semantica che diamo alle parole varia in base all'ambito. Ciò che ha un senso per il marketing non lo ha per la produzione.

Nello spiegare come le persone prendono decisioni Alberto, ma anche altri, ha fatto riferimento a Kahneman (un buon disegno spiega molto). Alberto mi ha lasciato due aspetti su cui sto riflettendo: l'essere umano è una macchina pensante e funziona in due modi (veloce/senza riflettere o viceversa) e che c'è un motivo se è "sempre colpa dell'IT".

lo zio ha postato le prime slide "Fare pipì controvento" e qui sotto quelle del secondo talk:

Giochi che fanno pensare

Roberto "taz" Bettazzoni e Gaetano Mazzanti hanno deliziato la platea (proprio così, deliziato: raramente ho visto facce così felici) con due allegri "giochini": cynefin lego game e kanban pizza game.

La ricetta è semplice: prendi delle ignare vittime, illudile che sarà divertente (pizza..., lego...) e mettile in situazioni di gestione del team e del lavoro sempre più complesse. Se ne andranno divertite, ma non smetteranno di pensare a come potevano gestire meglio la situazione.

Il lego game è un gioco molto adatto a mettere in difficoltà i manager.

Ci sono 4 tipi di situazioni in cui ti puoi trovare: semplice, complicata, complessa e caotica. Le prime due situazioni sono gestibili, le altre due devono essere ricondotte ai casi precedenti. Pena il fallimento.

Puoi molto velocemente passare dalla prima all'ultima, mentre è estremamente difficile ritornare indietro. Devi imparare a sopravvivere, ma soprattutto a capire quando ti trovi in quella situazione. E' quello che il Taz chiama spesso "puzza".

Il pizza game, invece, insiste più sulle logiche di team, sul capire il valore della velocità di realizzazione (più produco, più guadagno) di un compito, ma anche sul bilanciare questo fattore con lo spreco dato dalla produzione e sulla qualità di quanto si è prodotto.

Oltre a questo è difficile spiegare a parole: va provato.

Andrea "o' diplomatico" Pernici

I siti devono andare più forte, e devono farlo oggi perché domani sarà ancora più difficile. L'aspetto positivo è che siamo fortunati: si può fare.

Dire che è stato un tornado è dire poco. E' entrato a gamba tesa su tutto. E ha ragione su tutto.

Il suo messaggio è stato semplice e disarmante al tempo stesso: "caro programmatore, scegli pure il tuo linguaggio preferito, il db ottimizzato, il framework "figo", ma alla fine se il 90% del tempo di attesa del tuo utente è sul browser... hai dimenticato qualcosa!"

Ecco le sue slide. Non scorrerle: leggile con attenzione, poi ripensaci con calma. E impara a memoria la numero 40.

Aho, so' Jacopo

Jacopo Romei è un grande: se ne viene fuori di tanto in tanto con "romanismi" chiarificatori passando allegramente da (ancora) Kahneman alla teoria eliocentrica con assoluta padronanza.

Due talk spassosissimi, ma densi di spunti:

Il cigno giusto è quello nero raccontato da Taleb. Una letta a questo post aiuta moltissimo. L'obiettivo è quello di trovare il modo migliore di "coprirsi di soldi" facendo consulenza.

Partendo dai concetti di "mediocristan" ed "estremistan" Jacopo ci offre un modello di business che tenda a esaltare il valore di ciò che si fa in contrapposizione al tempo necessario per farlo.

Guardate anche le sue slide:

Misura le emozioni

Di Luca Mascaro e Michela Perotti vi lascio giusto il concetto di base che mi è rimasto e la loro presentazione. Ci sono spunti che devo e voglio ancora approfondire:

L'esperienza positiva è un'esperienza "mediamente" positiva. Importante che la prima impressione lo sia, che ci siano momenti "wow" e che alla fine si rimanga soddisfatti.

Impressioni?

Parlo per me, ma credo che anche per i miei allegri compari (Stefano, Irene e Andrea) è stata l'ennesima riprova che non c'è un limite alle cose che puoi imparare. Bel pippone, eh? ;-)

Beh allora guarda un po' quanto ci siamo divertiti! E il prossimo anno non mancare!

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