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Quattro passi nell'Agile - diario di una giornata all'IAD12

RedTurtle sulla via dell'Agile

Dec 04, 2012

Quattro passi nell'Agile - diario di una giornata all'IAD12

24 novembre 2012: da Ferrara a Milano, una nutrita delegazione di tartarughe parte per respirare aria agile con i talk dell'Italian Agile Day 2012

“Driin Driin Driin Driin”

Sabato, ore 5:30 AM, butto una mano sulla sveglia per farla tacere e poi realizzo: l’Italian Agile Day mi aspetta, quindi “in marcia”!

IAD 2012 squadraPrimo ritrovo alle ore 6:15 in stazione a Ferrara, dove mi sorprendo del numero di persone che aspettano un treno, poi piccola sosta a Bologna dove troviamo altri agilisti pronti alla partenza e via, verso Milano, comodamente seduti sul Frecciarossa.
In quel di Milano, quasi arrivati a destinazione, qualcuno dei nostri sente il bisogno della seconda colazione e quindi il buon Finelli (@gaunilone) ci dirotta nella migliore pasticceria della zona.

IAD 2012 keynoteArriviamo all’Agile Day giusto in tempo per effettuare la registrazione e trovare posto nella main room (a.k.a. Aula Magna) dove Matteo Vaccari (@xpmatteo) ci introduce Claudio Perrone (@agilesensei) che, con il suo Keynote, parte dallo spirito dell’Agile e delle persone che compongono questa comunità per poi addentrarsi e descrivere alcune sue esperienze con le metodologie di Agile, Lean Software e Lean Startup.

E poi via con i vari talk...

Il primo che ho seguito è stato “Perché non facciamo più quello che ci piace” di Alessandro Violini (@Violo) e Ilaria Mauric (@ilariamauric).

"Contratti Agili per migliorare le stime"
"Cambio di obiettivi a metà progetto? Nessun problema se concordato"

Il titolo è volutamente provocatorio; lo dicono da subito gli stessi relatori, spiegando che sta ad indicare che l’applicazione delle metodologie agili porta inevitabilmente a dover cambiare il proprio metodo di lavoro soprattutto per chi si occupa, come Ilaria, di User Experience e Design.

Il loro talk prosegue raccontando l'esperienza, oramai lunga 7 anni, nell’applicazione delle metodologie Agili tra strumenti utilizzati, vittorie (#win) e sconfitte (#fail), gli attuali Work in Progress e il racconto di un progetto “finito molto bene”. Concludono mettendo il focus su uno dei punti fermi dell'Agile: è sempre importante consegnare valore al cliente.

Modelli mentali sbagliati: "l'ingegneria industriale è utile per fare software", "il tuo insegnante ne sa più di te", "gli errori sono il male"

Di seguito, sempre nella main room, è salito sul palco Andrea Provaglio (@andreaprovaglio) che con “The Beating Hearth of Agile” [slide].

Intelligenza Collettiva: i politici singolarmente si possono dimostrare intelligenti, ma tutti insieme si dimostrano spesso stupidi; quindi sì alla diversità all'interno dei team.

Intelligenza collettiva: "i politici, presi uno alla volta, possono anche essere intelligenti, ma insieme si dimostrano spesso stupidi". Andrea ha spiegato che l’Agile è molto più di una serie di pratiche e strumenti, perché la parte importate dell’Agile sono le persone; e sembra più uno psicologo che un programmatore mentre parla di modelli mentali, intelligenza collettiva, obiettivi condivisi e consapevolezza sistemica.

IAD 2012 milanoDopo aver pranzato con un piatto di penne all’amatriciana (essendo a Milano e non a Roma è stato un azzardo, lo so, e infatti l’ho pagato! Il sugo all’amatriciana che mi preparo io è nettamente migliore! ndr) non si poteva che seguire i tre Lightning Talk.
C’è stato Alan Franzoni (@franzeur) che ci ha insegnato come fare “Continuous Delivery in un baleno” utilizzando git come sistema di versionamento, Jenkins come server di continuous integration e test ed infine Puppet come strumento diffusione delle configurazioni su più server.
Poi è stato il turno di Gaetano Mazzanti (@mgaewsj) e la sua Kanban board musicale (The Rhythm of the board - slide) dove i dati raccolti prendono vita con colori e addirittura suoni; tutto per aiutarci a comprendere meglio gli spostamenti delle attività all’interno della nostra board.
Infine Marco Trincardi (@Trink0) riprende in parte il tema di Andrea Provaglio perché secondo lui “Non è solo un problema di metodologia”; nel suo talk fa una disamina dei motivi per cui i vari aspetti dell’Agile possono venire frenati all’interno delle aziende. E ci lascia con questa domanda: “Secondo voi, se non si cambia la mentalità aziendale delle persone, possiamo migliorare la competitività?”. La sua risposta: ovviamente no!

Gli ultimi due talk della giornata sono stati “Agile Software Development in the Computer Science Handbook” di John Favaro ed “Extreme Project Evalutation” di Jacopo Franzoi.

E' da 50 anni che si fa Agile; anche il vecchio e odiato Microsoft è stato un pioniere dell'Agile usandone alcuni aspetti.

Nel primo, John racconta la sua esperienza nello scrivere un capitolo sull’Agile da inserire nei 5 kg del famosissimo Computer Sicence Handbook, considerato uno dei pilastri della conoscenza Informatica. Il talk, che ad un primo impatto potrebbe risultare noioso e “accademico”, è reso interessante dai risultati delle ricerche fatte da John, dagli aneddoti e dai retroscena del mondo Agile.

IAD 2012 blackoutCon l’ultimo talk, invece, si torna alla “realtà”; Jacopo illustra come arrivare al kick-off dei progetti agili preparati. Jacopo parla, anche durante un momentaneo blackout (dimostrandosi molto Agile), di brainstorming con il cliente e della sua tecnica della mappa mentale, di exploration con spikes e prototipi, di stima con analisi della complessità, di buffer e di effort, di commitment, di tempo di start up e la velocità del team. Tutto questo in un tempo medio che deve variare a seconda della complessità e della durata del progetto, ma soprattutto: "questo non è un contratto ma un report condiviso con il cliente che contiene tempi, rilasci, velocità e costi (ma non di sviluppo)".

Il ritorno è un turbinio di impressioni, sensazioni, idee che passano di bocca in bocca.
“Tu chi hai sentito oggi?”, “A me è piaciuto un sacco il talk di…”, “Ho trovato alcuni spunti interessanti in quel che diceva…”, “Potevo tranquillamente evitare quel talk, mi stavo per addormentare!”...
Io invece cerco di dormire in treno, ci sarà tempo per riflettere su come essere più Agili, è pur sempre sabato sera: missione fallita; la serata non sarà facile!
Dulcis in fundo le care vecchie Ferrovie dello Stato che fanno casino con i posti delle prenotazioni e il signore, giurista DOC “fregato” come noi, che attacca la classica "pezza allucinante" al controllore che cerca di spiegargli l'accaduto e la soluzione; ma oramai siamo già arrivati a Ferrara ed è ora di scendere.
La giornata è stata positiva, ma lascio la conclusione a una frase di Andrea (@Cekk85): “Dopo due conferenze di fila torno a casa con una certezza: l’invidia per l’iPad in queste situazioni”; sarà anche questo Agile?

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