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Mini IAD Trento 2014: un evento mini solo nel nome!

Agile is better!

Jul 17, 2014

Mini IAD Trento 2014: un evento mini solo nel nome!

L'Italian Agile Day si fa piccolo e va in tournée, recita un claim sul sito dell'evento. Con piacevole sorpresa l'evento si è dimostrato tutt'altro che mini!

miniIAD 2014. Trento.

Subito dopo essermi imbattuto in un post su facebook che pubblicizzava l'evento, devo ammetterlo, avevo un po' sottovalutato l'idea! Pensavo ad una sorta di "bignami" per giovani agilisti; un evento in cui si sarebbero trattati argomenti senz'altro interessanti, ma già visti e sentiti dopo aver partecipato a un paio di IAD. Sbagliato!

Alla lettura del programma sono saltate all'occhio alcune presenze interessanti e ho deciso di partecipare all'evento.

network.jpg

 

All'arrivo a Trento, appena entrati a Palazzo Verdi, abbiamo avuto la prima piacevole sorpresa: ci troviamo in un "accelleratore di persone" chiamato TechPeaks.

Ambiente giovane e foto ovunque a testimonianza delle startup legate a TechPeaks, un vero centro di connessione per giovani che mettono in gioco le loro idee.

 

Ma passiamo al clou della giornata...

I talk

La giornata si apre con il keynote di Pierluigi Pugliese, un agile coach con molti anni di esperienza. Non avevo ancora avuto modo di sentirlo dal vivo e mi ha decisamente colpito. Con il suo talk è riuscito a fornire una base di idee per spingere aziende e organizzazioni a migliorare le metodologie di lavoro e le interazione fra le persone.

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L'impressione che mi ha dato è quella di una persona capace di dare risposte a qualsiasi domanda gli venga posta su aspetti riguardanti l'agile e la collaborazione nel lavoro. Un aspetto coinvolgente di Pugliese è che quasi ogni sua risposta a una domanda è una domanda a sua volta; formulata in modo tale da spingere l'interlocutore al ragionamento. Una persona che ti costringe a pensare.

 

Il secondo talk a cui ho assistito è stato quello di Jacopo Romei che ci ha raccontato di cocoon project e di un nuovo modello di organizzazione di impresa basato sull'open collaboration. La sua idea è quella di avere un governance model che segue la stessa filosofia dell'open source, senza "source", in cui sono le azioni ad essere open e condivise/suddivise fra tutti i partecipanti all'organizzazione.

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Secondo Jacopo il modello gerarchico di organizzazione, da quando è utilizzato, è riuscito a mostrare tutti i suoi grossi limiti; da qui l'idea di cercare qualcosa di fortemente alternativo. L'idea di alzare il livello di coinvolgimento di tutti i partecipanti a un'organizzazione/impresa mi ha incuriosito, così come sono curioso di leggere il manifesto del progetto LiquidO che a giorni dovrebbe esser reso pubblico.

E' toccato poi a Luca Mascaro che nel terzo talk ha mostrato i principi del Lean Design, condividendo con noi la sua esperienza sul campo quando con Sketchin si sono dovuti occupare di ridefinire l'intera interfaccia di www.gazzetta.it.

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L'obiettivo dichiarato dal gruppo RCS è stato quello di andare incontro a utenti sempre più attivi in rete con smartphone e tablet e cercare quindi di fornire una nuova esperienza utente nella navigazione del sito della Gazzetta. Oltre a voler, ovviamente, aumentare numero di contatti e fedeltà al sito di questi utenti.
Mascaro ci ha confermato che l'esperienza con Gazzetta è stata tutt'altro che semplice; ma ha anche cercato di spiegare come un alto livello di collaborazione con il cliente e con gli altri fornitori e la continua richiesta di feedback siano stati fondamentali per riuscire ad arrivare a un risultato positivo con un cliente che si era preso la possibilità di interrompere il contratto in qualsiasi momento.

Finalmente si gioca! Il quarto talk a cui ho assistito è stato in realtà un workshop, condotto (e recitato) dai bravissimi Marco Calzolari e Giovanni Puliti, che con il loro AgileGrammelot hanno dato prova di quanto troppo spesso ci si lanci nell'implementazione di quanto chiede un cliente, convinti di aver capito le sue esigenze.

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La costruzione Lego di un semplice aereoplanino (verde, dotato di telecamera e in grado di atterrare sull'acqua) ha fatto emergere in modo abbastanza evidente quanto il nostro lavoro e la nostra capacità analitica siano guidati dalla presunzione di aver capito che cosa serve al cliente. Ancora una volta si è sottolineata l'importanza di avere feedback dal cliente il prima possibile.

Per riassumere, restare coerente al workshop e nel fantastico ambito Lego, la domanda fondamentale da porsi è "perché il primo rilascio che vede il cliente deve essere questo?":

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"e non può essere questo?":

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Al termine del workshop ho anche avuto modo di fare una lunga chiacchierata con Marco Calzolari; una chiacchierata per me molto produttiva. Mi ha permesso di rendermi conto di quanto sia realmente difficile il percorso che permette di raggiungere un buon livello di "agilità" e di come non ci siano scorciatoie, ma solo un lungo lavoro per cercare di raggiungere una buona padronanza nel saper lavorare con il cliente e con i partner.

 

L'ultimo talk che ho seguito è stato quello di Paolo D'Incau che ci ha fatto una panoramica su sistemi di continuous integration da uno dei più conosciuti, Travis C.I., a sistemi meno conosciuti ma comunque validi come drone.io Shippable. Soprattutto quest'ultimo, pur non essendo ancora così famoso, presenta diversi benefit, fra cui la velocità di esecuzione e il continuo aggiornamento con nuove feature.
In breve D'Incau ha voluto sottolineare l'estrema importanza che ha per lui nel suo lavoro la possibilità di automatizzare tutta una serie di verifiche e test del codice.

 

Conclusioni sulla giornata

feedbackpanel.jpg

Al termine della giornata, non posso fare altro che confermare quanto sia interessante seguire e restare aggiornati su questi temi. Partecipare a eventi di questo tipo dà modo di riflettere su quanto i problemi che si incontrano nel nostro lavoro sono comuni e sul fatto che non esistono strade lastricate d'oro che portano al successo. Ci sono delle possibilità per fare in modo che queste strade siano meno tortuose e in salita di come sembrano.

La giornata è stata molto utile anche per la forma in cui è stato presentato l'evento. Come dicevo inizialmente, la formula mini non mi aveva convinto immediatamente. A fine giornata mi sono dovuto ricredere totalmente: i talk e gli argomenti trattati sono stati di spessore, e la presenza di un numero limitato di partecipanti ha reso più semplice la possibilità di interazione con gli speaker.

Che dire... ci vediamo al prossimo evento agile!

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