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Dec 10, 2010

Disinformazione: c'è quasi da ridere... o no?

by Cesare Brizio — last modified Dec 10, 2010 03:35 PM

Chiusura, unica virtu! Come qualificare le proprie proposte ricorrendo a generalizzazioni inesatte e pericolose per i Clienti: esattezza ed etica, vi saluto!

Voglio contribuire all'imperitura fama di questo sito, che a dispetto delle buone pratiche citerò per nome e cognome: http://promo.sar-at.it/ - visitatelo e capirete perchè "merita".

Intanto, come ci sono arrivato: collegandomi a slideshare per rilevare l'URL di una mia presentazione su PloneGov Italia, la ho trovata parzialmente oscurata da un Google Ad che recitava qualcosa del tipo: "Smetti di sprecare tempo e denaro sui CMS open source!": quasi un defacing, insomma!

Le strade sono due: riderci sopra, o prendersela. Parliamone senza fare i bigotti del free software: il problema non è che questi signori abbiano scritto queste cose, il problema è che ne sono convinti, e che non sono i soli, anzi!, parte della nostra lotta quotidiana sta nello scardinare questa linea di pensiero.

I CMS open source sono distribuiti liberamente e 
non costano niente ma:

Il primo luogo comune. Vero, il software libero (non facciamo i puntigliosi sul lessico...) non ha costi d'acquisto. Ma chi propone software libero al mercato non dirà mai che la sua adozione ha un costo nullo. I vantaggi sono ben altri, e non è questo il luogo per ripeterli.

- Solitamente non forniscono nessun servizio di 
assistenza tecnica lasciandoti solo di fronte ai tuoi 
problemi

Ecco il software libero descritto per "ciò che ti toglie" anzichè per "ciò che ti da". L'educato "solitamente" lascia uno spazio di vita a chi come noi fornisce appunto assistenza e servizi sul software libero (ma non siamo i soli, c'è un mondo di imprese e free-lance). Altra cosa un po' fuorviante, il soggetto della frase, che è sempre "I CMS open source", che "non forniscono". Il nome del CMS open source non è un Corporate Brand che sottenda la presenza di un'azienda con obbligo a fornire qualcosa. E' il nome collettivo di una comunità di persone, esse sì in grado di fornire servizi a chi li chiede. Ma su questa logica, "Non c'è un'azienda dietro...", si gioca maliziosamente l'eterno equivoco di chi non vuole capire.

-Si basano spesso su modelli preconfezionati col 
pericolo che il tuo sito sia quasi uguale e quindi 
possa essere confuso con quello del tuo principale 
competitor

Grazie per lo "spesso" che è sempre meglio di "sempre"! Può starci solo se si parla di un prodotto molto semplice (e non facciamo nomi per non scontentare nessuno, anche se chi ha orecchie per intendere...). Certamente non ci sta per Plone.

- Per adattarli alle tue esigenze specifiche devi 
comunque chiamare un programmatore professionista che, 
non avendo creato lui il CMS, impiegherà' molto tempo 
per risolvere i tuoi problemi, e alla fine ti 
presenterà' un bel conto!

Perchè? Voi non vi fate pagare per adattare il vostro prodotto proprietario alle esigenze del Cliente? Oppure il problema è che il vostro prodotto *non può essere adattato* alle esigenze specifiche del Cliente? Vero: chi lavora va pagato, e vorrei anche vedere... Figuratevi che noi invece ci racconteremmo così: "Grazie al fatto che siamo partecipi della comunità, deteniamo quella precisa conoscenza del software che ci consente di adattarlo alle vostre esigenze, contrariamente alle rigide soluzioni proprietarie."

Concludendo: c'è quasi da essere lusingati che qualcuno si proponga come "l'alternativa vincente al software libero", ma c'è modo e modo di farlo. Quello usato su http://promo.sar-at.it/ può funzionare solamente presso un pubblico male informato: non sarebbe bastato descrivere i punti forti della loro soluzione anzichè descrivere (male) i punti deboli delle altre?

Vorrà dire che inviteremo gli amici di promosar-at.it al ContènTOUR....

Nov 04, 2010

PloneGov Italia: finalmente, abbiamo perso il controllo!

by Cesare Brizio — last modified Nov 04, 2010 07:30 PM
Filed Under:

Una comunità è matura quanto è autonoma dal punto di vista tecnico e organizzativo. Ed è un bene perderne il controllo, perchè l'autonomia del Cliente è il motore della nostra crescita.

Ci siamo! Il 3 Novembre 2010 segna una data chiave nella storia di PloneGov Italia: incidentalmente, proprio nel giorno del successo di un evento organizzato da noi nell'ambito del ConténTOUR, quello di Padova, a Modena ha avuto luogo il primo evento interamente auto-organizzato dalla community stessa, totalmente al di fuori del nostro controllo: al punto che alcuni relatori hanno disertato l'evento Padovano per essere a Modena.

Senza troppo clamore, oggi RedTurtle celebra il risultato di tre anni di investimento sui Clienti, dedicati a una tattica altruista ("suicida!", commenterebbe chi non ha capito il Software libero) che, portando alle estreme conseguenze le logiche di condivisione, si manifesta in azioni molto eterogenee:

  • creare l'evento nella location del Cliente che ha la best practice da raccontare;
  • insegnare al Cliente ciò che abbiamo appena appreso alla Plone Conference;
  • rilasciare alla comunità qualsiasi cosa riusabile che produciamo;
  • incoraggiare i Clienti a fare lo stesso;
  • fare socializzare i Clienti.

Un po' di autocelebrazione non guasta: ci abbiamo creduto, e abbiamo fatto bene. A Padova, la tavola rotonda finale ci ha dato modo di raccontarci e di descrivere questo nostro modo di fare. A farci visita, subito dopo, non sono stati solamente Enti, ma anche aziende del settore IT, curiose del modello.

Abituati a rispondere alla collaborazione tra i nostri Clienti con una collaborazione tra le aziende del nostro ecosistema (il ConténTOUR e i Plone Research and University Day nascono in questo contesto), un giorno dopo l'altro scopriamo che anche aziende che non hanno mai usato Plone, affascinate dall'accoppiata tecnologia+modello di business, scelgano una collaborazione con noi come "punto di accesso" a questo sistema che - almeno in Italia - abbiamo aiutato a prendere forma.

Oct 28, 2010

Dalla PloneConf: primi appunti

by Stefano Marchetti — last modified Oct 28, 2010 03:25 PM

Plone Conference 2010 a Bristol: come sta andando.

Il primo giorno è già andato.

Sempre interessante il keynote. Come tradizione lo ha tenuto Alexander Limi ma, quest'anno, accompagnato dall'altro fondatore di Plone,  Alan Runyan. 

Sempre tante le cose da seguire. Il tempo vola e ormai siamo a metà del secondo giorno.

I talk che ho seguito oggi sono stati sicuramente tutti interessanti, per vari motivi:

  • Faceted navigation on Plone - Alin Voinea, Eau de Web, Romania
  • When Plone is overkill - Tom Lazar, Jarn AS, Germany
  • Potential Plone Clients: How to Seal the Deal - Calvin Hendryx-Parker, Six Feet Up, Inc., United States
  • Theming with XDVLaurence Rowe, UK

In particolare mi ha interessato il talk di Calvin.

Interessante anche il talk che sto seguendo adesso tenuto da Massimo:

collective.amberjack: chapter one. The interactive age

:)

A presto

 

 

 

Oct 27, 2010

Forms with the same alias is *still* a bad practice (Xpages Bug)

by Andrea Baglioni — last modified Oct 27, 2010 08:05 AM

Probably a bug found in XPages 8.5.2 engine

There is not to boast, but perhaps the development team RedTurtle found a bug in the engine of XPages 8.5.2.

It's happened during the development of an application where we had to connect a datasource to a Xpage. It appears that, in case you have two forms with the same alias, the list of available fields always refer to the first of two forms that is found in the list (we know, it's a very bad practice assigning same aliases to different forms, but we inherit this scenario from someone else...)

Only renaming the alias you obtain the right binding of the fields, even if the engine allows you to refer to the two blur.

By submitting the matter to two of the leading experts on the subject, Bob Balfe and John Mackey, we had confirmation that the problem exists.

UI Architect for IBM Workplace Designer has been alerted and will investigate the problem.

You will be posted ...

Sep 30, 2010

Università di Ferrara: una migrazione riuscita

by Cesare Brizio — last modified Sep 30, 2010 04:35 PM

Il passaggio da Plone 2.5 a Plone 3 ha offerto a UNIFE l'opportunità di ulteriori migliorie all'infrastruttura Plone, probabilmente la più complessa nell'ambito della Pubblica Amministrazione italiana.

La versione - bersaglio: Plone 3


Pur essendo già consolidata la presenza di Plone 4, e con Plone 5 all'orizzonte, UNIFE ha adottato un approccio altamente prudenziale, tale da consentire la conservazione di molti prodotti Plone e soprattutto tale da non sovraccaricare di lavoro lo staff IT dell'Università: la migrazione a Plone 3, basata su sistemi parametrici, progettati da RedTurtle Technology, per la riconversione automatica dei dati.

Situazione di partenza

L'infrastruttura Plone di UNIFE, che serve una Intranet con oltre duemila postazioni di lavoro ed altrettante utenze di telefonia VOIP, oltre a una galassia di circa duecento siti pubblici, fino a pochi mesi fa era solidamente basata su un vecchio rilascio di Plone, la versione 2.5.

Obiettivi

Sebbene le prestazioni fossero complessivamente soddisfacenti, ci si è resi conto che i tempi erano maturi per un passaggio di versione, che consentisse di:

  • sfruttare gli avanzamenti delle recenti release Plone, più efficienti dal punto di vista delle prestazioni,
  • garantire la crescita dei numerosi prodotti Plone in dotazione a UNIFE (alcuni dei quali specifici della versione 2),
  • ridisegnare alcuni aspetti delle strategie di load balancing ed alta disponibilità, per un ulteriore miglioramento del potenziale di gestione del traffico , sempre intenso sui numerosi siti di UNIFE.
  • semplificare i processi di manutenzione.

 

Il contributo di RedTurtle

RedTurtle ha progettato una suite di "Migration Tools", calibrati per garantire il recupero automatico dei dati dei diversi tipi standard di oggetti Plone (pagine, documenti, files...), il cui numero è di diverse migliaia. Oltre a questo, sono state definite analoghe procedure automatiche per la migrazione a Plone 3 dei tipi di contenuto non standard:

  • le traduzioni di LinguaPlone
  • i collegamenti di RedirectionTool
  • i formulari online di PloneFormGen
  • i sondaggi di PloneSurvey
  • le newsletter di PloneGazette

 

Risultati finali

Ora l'Università di Ferrara non solo dispone di un portale più performante (grazie alle migliorie apportate alla configurazione multi-istanza, all'elevato grado di virtualizzazione, al bilanciamento assicurato da Pound, alle corrette strategie di storage), ma può affermare di avere salvaguardato la totalità degli investimenti svolti in precedenza, grazie all'integrale recupero dei contenuti sopra ricordati.

Questo successo, particolarmente significativo in un contesto della complessità di quello di UNIFE (descritto in questa presentazione), segna un nuovo importante passo, sempre nella giusta direzione, della collaborazione tra Università di Ferrara e RedTurtle Technology.

May 07, 2010

... and finally: what if they want tab inside Plone portlets?

by Luca Fabbri — last modified May 07, 2010 11:25 AM

A little demo (and the idea behind) for collective.portlettabber product

They want tab!

The request is quite common in recent layout that you can see all around the Web. Ok, "portlet" is common, but you can also find many examples of portlets with tabs.

What is this? The data inside portlets is split in sections that you can easily switch with a little Javascript code. The benefit is to put more information inside a tiny space, maybe showing to users only the most interesting ones when he arrive at your page.

Technically speaking this task is so simple that a blog post is not needed... but we don't know what kind of contents we want put inside the portlet tab.

Also the customer want to have the choice of use all (maybe the most part) of Plone portlets available is his installation... We really can't rewrite/overrider all portlets to get this...

...and finally (like everytime) accessibility. Data inside portlets must the accessible and the requirement 15 of the Stanca Act force us to make this available also with Javascript disabled.

Solution

Let's starts from what we can't lose:

  • accessibility of the page without Javascript
  • all Plone portlet usable as "tab"

For those two reasons the simplest way is to keep Plone portlet engine like it is. Plone portlets are working normally without Javascript, so why don't simply show tabs in only when Javascript is there?

This lead us to a solution. "Simply" generate portlet with tab using Javascript.

One more time again jQuery is our hero. The product add to Plone portal_javascript tool a new jQuery plugin for this. Is not a perfect plugin right now (is a composition of jQuery and normal Javascript OOP) but reach the target.

Here an example:

jq(document).ready(function() {
    var generatedPortlet = jq.tabbedportlet();

    generatedPortlet.makeTab("#portal-column-two .portletNews");
    generatedPortlet.makeTab("#portal-column-two .portletCalendar");
    generatedPortlet.makeTab("#portal-column-two .portlet-static-static");
    jq("#portal-column-two .visualPadding").prepend(generatedPortlet.getPortlet());
});

When page is loaded a new Javascript object is created, and calling makeTab method you can "steal" other existing portlets all around the page (simply giving a jQuery selector, a DOM element or a jQuery object wrapping the portlet).

The method also has other features, look at the pypi page below for more.

Every call to makeTab will remove the portlet and move the DOM elements of the portlet inside a new ones (that, for now, is not inside the document yet).

When you have finished, just put the result of getPortlet method wherever you want.

The final effect is quite good... the demo will show you the page with disabled Javascript, then (long life to Web Developer's Firefox extension) it is enabled again and the page reloaded...

What next?

The product is not so simple to be used by Plone site members (this is not named collective.portlet.tabber... :-))

A developer or a skinner must provide the additional Javascript inside a product/theme and he must know something about jQuery selectors... but after this starting setup... nothing more!

Another thing Ithat is not perfect is the Javascript structure, not a fully jQuery plugin. You can't fully rely on chaining right now.

More info?

http://pypi.python.org/pypi/collective.portlettabber

 

Mar 25, 2010

Giving roles to visitors using HTTP headers

by Luca Fabbri — last modified Mar 25, 2010 11:45 AM
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In a recent project we need to provide different roles to users, basing this choice to host name used to reach the Plone site

What's up?

The Plone site I'm describing here is quite normal, but customer ask us to give some special additional permissions to users that reach the Plone site from an internal domain.

In facts the wanna be still anonymous (forcing no-one to authenticate) but be able to see some documents in a special "Published internally" state.

How tho give this permission to anonymous users?

AutoRole?

I never used AutoRole before, but its clear that the idea behind is what we need. AutoRole is an interesting PAS plugin provide additional roles automatically using the IP of the client that is not what we really wanna there.
It also works well with anonymous users making some magic inside the plugin!

AutoRoleFromHost?

You can find on the Plone SVN our first attempt to use the AutoRole idea for our needs. Changing some lines of codes here and there we changed roles provided relying on HTTP_HOST used.

Problem
The HTTP_HOST works only when the client reach directly the Zope server (not exacly, but we have no controls on the Apache of that company)... and we wanna put Varnish in front of it.
Limit
What if tomorrow I need to give somewhere an additional role to users that use a specific browser, or something else? I can't spend all of my live developing AutoRoleFromSomething products!

AutoRoleFromHostHeader!

The best choice we found is to look at HTTP Header in general, making what header and what value completely configurable.

We developed and released AutoRoleFromHostHeader. Similar to AutoRole, but  you can configure it like this:

HTTP Header;regexp;role,[role,]

To make it the most general as possible, the value of the header is used as a regular expression.

Using this you can reproduce some of the AutoRole features, but you can also make something like this:

HTTP_X_FORWARDED_HOST;special\.hostname\.it;SpecialAnonymous
HTTP_USER_AGENT;(MSIE|Internet\ Explorer);BrowserlessVisitor

 

Mar 07, 2010

feedly: il tuo smart magazine

by Massimo Azzolini — last modified Mar 07, 2010 08:25 PM
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Dai un po' di vita al tuo vecchio e stantio feedreader

Feedly fondamentalmente è un aggregatore di feed rss. bello eh?

FeedlyOk, se la metto giù così non vale neanche la pena di perderci tempo e di scrivere una pagina in questo allegro blog.

In effetti ha alcune simpatiche funzionalità che lo rendono decisamente gradevole e che lo rendono superiore ad altri sistemi.

Ovviamente è una web application e si integra con google: usi lo ss utente e sfrutti i feed che hai già configurato su Reader. Ovviamente li puoi riaggregare come preferisci e ne puoi aggiungere altri molto rapidamente.

Feedly feedL'effetto immediato è di ottenere una versione magazine dei tuoi feed. Dal feed stesso ottiene immagini e li riorganizza mettendone alcuni in evidenza.

Ma la cosa che lo distingue dagli altri è il fatto che, a partire dai tuoi feed, ottenga altre informazioni da altre fonti: twitter, flickr, youtube, amazon.

Per ogni tua aggregazione puoi definire una view predefinita.

Feedly miniInteressante la lettura del feed. Te lo presenta come popup in maniera estesa e già da li lo puoi ri-sharare verso i nostri cari vecchi social network, ma lo puoi anche inviare via gmail.

Lo installi come estensione di Firefox, di Chrome o di Safari, IE... non so :), altrimenti non va (questo non è per niente cool)

Interessante il feedly mini, li appoggiato in basso a destra nella pagina. Mentre navighi analizza il contenuto della pagina e ti propone i migliori post tra i tuoi feed relativi al contesto.

Puoi anche salvare la pagina piuttosto che postarla su twitter/facebook o inviarla via mail.

 

 

Jan 19, 2010

Lotusphere in sentence, Day 1 - other sentences

by fabio — last modified Jan 19, 2010 02:51 PM
Filed Under:

General:

  1. My daily agenda: OGS, ID201, KEY104, AD201, BP306, AD207, BOF201.
  2. Thanks Bob for the button!
  3. Great sushi at Kimonos restaurant.

Lotus Notes and Domino strategy and future:

  1. LotusLive Notes will be launched
  2. Support for Citrix, XenApp, VMWare client virtualization technology
  3. Lotus Notes Traveler on Android
  4. Lotus Domino will be available as a image on  Amazon EC2
  5. Lotus Business Solutions Catalog is being released
  6. Symphony 3.0 will be beta in the next month and it will be released in 2010
  7. After 8.5.2 Notes will be “vulcanized”
  8. Project Concord was introducted: web-based collaborative document editor for creating, editing and sharing documents.

Symphony:

  1. Symphony “Vienna” will be based on OpenOffice 3.x (Q2 2010).
  2. Symphony “Vienna” will be support MS VB macro.
  3. LotusScript classes are available to manipulate Symphony applications (Java API will be available with “Vienna”).
  4. Strategy: catch up with the latest OpenOffice regurarly.

Domino Designer:

  1. Many people during BOF push to have a Mac based Domino Designer soon.
  2. Performance in opening mail template: benchmark says 10 seconds, if you experience are minutes it's not normal.
  3. Lotus Domino Designer 8.5.2 beta is available for partner program.


Jan 18, 2010

Lotusphere in sentence, Day 1 - IBM Lotus Server: Present and Futures

by fabio — last modified Jan 18, 2010 08:42 PM
Filed Under:

In the form of "aspect - goal" that's the key sentences of the Domino server future:

  • Database management tool improvements - Leverage a single tool that performs all application/database maintenance tasks (eg compact, index update, ...).
  • SAML - Provide greater flexibility regarding secure authentication.
  • Platform expansion – Lower costs, improve flexibility and scalability (64 bit, virtual env, Linux platform).
  • RESTful APIs – Enable ISV's and application builders with broad set of API's usable from any application endpoint.
  • DXL – Roud-trip DXL design elements with no loss.