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Massimo Azzolini

Mar 07, 2010

feedly: il tuo smart magazine

by Massimo Azzolini — last modified Mar 07, 2010 08:25 PM
Filed Under:

Dai un po' di vita al tuo vecchio e stantio feedreader

Feedly fondamentalmente è un aggregatore di feed rss. bello eh?

FeedlyOk, se la metto giù così non vale neanche la pena di perderci tempo e di scrivere una pagina in questo allegro blog.

In effetti ha alcune simpatiche funzionalità che lo rendono decisamente gradevole e che lo rendono superiore ad altri sistemi.

Ovviamente è una web application e si integra con google: usi lo ss utente e sfrutti i feed che hai già configurato su Reader. Ovviamente li puoi riaggregare come preferisci e ne puoi aggiungere altri molto rapidamente.

Feedly feedL'effetto immediato è di ottenere una versione magazine dei tuoi feed. Dal feed stesso ottiene immagini e li riorganizza mettendone alcuni in evidenza.

Ma la cosa che lo distingue dagli altri è il fatto che, a partire dai tuoi feed, ottenga altre informazioni da altre fonti: twitter, flickr, youtube, amazon.

Per ogni tua aggregazione puoi definire una view predefinita.

Feedly miniInteressante la lettura del feed. Te lo presenta come popup in maniera estesa e già da li lo puoi ri-sharare verso i nostri cari vecchi social network, ma lo puoi anche inviare via gmail.

Lo installi come estensione di Firefox, di Chrome o di Safari, IE... non so :), altrimenti non va (questo non è per niente cool)

Interessante il feedly mini, li appoggiato in basso a destra nella pagina. Mentre navighi analizza il contenuto della pagina e ti propone i migliori post tra i tuoi feed relativi al contesto.

Puoi anche salvare la pagina piuttosto che postarla su twitter/facebook o inviarla via mail.

 

 

Mar 04, 2010

Wikitude: Realtà aumentata

by Massimo Azzolini — last modified Mar 04, 2010 10:46 AM

Utilizza il tuo telefono per ottenere informazioni su dove ti trovi

Ogni tanto ti ritrovi con qualcuno che ti racconta le ultime meraviglie della realtà aumentata [wikipedia]. 

Fondamentalmente (e semplificando moltissimo la cosa..) si tratta di sovrapporre livelli informativi alla realtà che stiamo vivendo.

Lo possono fare sfruttando in vari modi oggettini che sono già presenti: dal famoso caschetto da realtà virtuale all'ormai famigerato iPhone.

Sicuramente l'uso di device mobili è l'opzione più attraente e più consumer.

I signori di wikitude si sono inventati:

  • una community dove ognuno può aggiungere i suoi punti di interesse (POI): wikitude.me
  • un browser che gira su Android, iPhone, e Symbian (Nokia N97 e N97 mini). iPhone 3GS. Il mio ovviamente non va :(
  • volevamo farci mancare delle API? ovviamente no! Certo che in Java...

l'effetto finale è notevole:

Nov 23, 2009

Un italiano a Budapest

by Massimo Azzolini — last modified Nov 23, 2009 10:30 AM

Non vi racconterò di talk, di tecnologie, di nuove feature. Non vi racconterò nemmeno dell'ultima e della prossima release di plone. La mia gita alla plone conference è stata un viaggio emozionante tra persone e idee.

E non uso "passione" a caso. Lo so è stato utilizzato spesso e a sproposito, ma è l'unico che può descrivere pienamente una ploneconference. passione, passione vera.

Non so esattamente quale sia la percezione dall'esterno, ma ogni anno la conference rappresenta, per me, la possibilità di ritrovare vecchi amici che hanno una passione in comune.

Si parte!

Già alla cena pre-conference l'accoglienza è stata incredibile.
Aaron aveva un posto buono a fianco a lui e subito i gruppi si sono mescolati: italiani, americani, polacchi, francesi, tedeschi, olandesi.

Tutti li' a parlare di tutto. C'era quello mi chiedeva di amberjack, quello che si ricordava di un piatto italiano e voleva la ricetta, quello che ti racconta che si è finalmente preso una spider e ne è così orgoglioso.

Tutto come se fossimo vecchi compagni di scuola che hanno condiviso qualcosa di particolare e prezioso.

Spesso si dice:

plone il cms, plone il framework, ma soprattutto plone la comunità

La solita retorica, trita retorica, dell'open source, vero? beh, magari no.

Se ne sei fuori, o meglio se ne vuoi stare fuori, sei libero di vederla così, ma così non è. Frequento e ho frequentato in passato altre comunità (i partner ibm, i lug, l'xpug) e nonostante abbia incotnrato alti livelli di eccellenza, questa community è quella più coinvolgente, appassionante, e professionalmente energizzante.

ZEA

Il gruppo ZEA si è riunito dopo diverso tempo in una riunione live. Ho potuto conoscere di persona e di scambiare opinioni con Matt, Russ, Kit e Jean Paul, che conoscevo solo in modo marginale, ma anche di rivedere vecchi amici come Xavier e Godefroid. E' stato utile, credo che il gruppo sia oggi più compatto e propositivo.

Plone Italia

Il riaggregarsi del gruppo italiano è stato allo stesso modo entusiasmante.

Le cose non sono state liscie e tranquille. Quando va tutto liscio e non ci sono "discussione e confronto" significa che ci si omologa al pensiero comune oppure che non si riesce a dare un contributo reale.

Ognuno aveva la sua idea, il suo modo di vedere le cose. E si è discusso, preso in considerazione le varie tesi.

Quello che ne è venuto fuori lo potete o lo avete letto sulla ML, ma il punto interessante, ancora una volta, non è stato solo il risultato finale.

Il confronto, il discutere, il mettere in dubbio quello che è il tuo piccolo mondo di fronte agli altri è un modo estremamente appagante di crescere. E ti rendi conto che dopo 12 anni di lavoro e non so quanti di informatica, non sei ancora arrivato. C'è sempre qualcuno che ha qualcosa di nuovo da raccontarti un punto di vista diverso, e cresci.

collective.amberjack

Poi c'è stata la mia personalissima ciliegina sulla torta: collective.amberjack.

E' un sistema per la gestione di tutorial in plone che ho portato avanti un po' alla volta, con l'aiuto di altri allegri personaggi, da un anno a questa parte. Si mormora che entrerà in una delle prossime versioni minori di plone.

Ho potuto presentarlo in un talk ufficiale, ho "guidato" uno sprint e raccontato a tutti gli sprinter gli avanzamenti del lavoro fatto.
Messa giù così ha un che di vagamente autocelebrativo e presuntuoso. E sicuramente una parte di me è decisamente soddisfatta dell'interesse che ne è uscito. Il punto però è un altro.

Perdersi nella comunità

Ho sempre visto tutti coloro che contribuivano come una specie di esseri con capacità tecniche, qualità personali di livello superiore.

Il che in parte è anche vero. Quello che è, però, ancora più vero non sono le capacità tecniche, ma la voglia di proporsi e di perseverare.

In fondo quello che è cambiato in me rispetto alle precedenti conference è stato il voler mettere sul piatto quello che so fare, tanto o poco non importa. La comunità ha apprezzato ed evidenziato. Poi, magari, amberjack sarà stata anche un buona idea, ma in ogni caso è stato l'impegno che ha fatto la differenza.

E' la differenza che passa tra lo stare nell'ombra e sfruttare l'open source, come molti purtroppo fanno, e il fondersi nella comunità: più dai, più ti impegni, più avrai in cambio in termini di credibilità, riconoscenza, amicizia!

Ritorno a casa

Puoi scegliere se guardare o giocare. Io ho detto "c'è la squadra!" e mi hanno fatto giocare.

Alla fine del viaggio la lezione imparata è che tutta la retorica dell'open source, del fatto che tutti possono contribuire, che è la community che segna la strada è niente di più che la realtà.

Non ci si può, però, limitare a raccontarla (alle conferenze, ai linux day, in post sui blog), occorre declinarla in azioni, in codice, in attività, in quello che sai fare.

Allora? che pensi di proporre alla prossima ploneconf?

Oct 30, 2009

redturtle@ploneconf2009

by Massimo Azzolini — last modified Oct 30, 2009 09:50 AM

alcuni riferimenti ai talk che abbiamo tenuto alla plone conference in corso in questo momento

I talk presentati sono stati 2:

  1. Carneade, dar vita alle relazioni del mondo reale: Plone come gestore di organizzazioni
  2. collective.amberjack: Plone come piattaforma per i tutorial

Tutto il materiale è già in linea.

Carneade

  • La presentazione (su slideshare)
  • un video di presentazione del sistema (su youtube)
  • l'intero talk in streaming video (su ustream)

collective.amberjack

  • La presentazione (su slideshare)
  • un video di presentazione del sistema (su youtube)
  • l'intero talk in streaming video (su ustream)

Sep 10, 2009

"Plone improvements ideas"

by Massimo Azzolini — last modified Sep 10, 2009 08:53 AM
Filed Under:

La comunità Plone cerca feedback da tutti gli utilizzatori

Da un paio di mesi la Plone Foundation ha aperto un servizio di richiesta di idee per le prossime release.

in questo senso dichiara:

This forum exists to allow you to suggest and vote on ideas that you think could improve Plone. We can't guarantee that we'll implement everything that's added here, but this is a chance to influence the future direction of Plone.

alcune di queste idee sono state votate e stanno lavorando per includerle nella release 4:

Puoi ovviamente proporre la tua idea, ma puoi anche votarne altre. Se ben  organizzati, si può anche creare un "gruppo di pressione" in modo che alcuni temi sentiti solo in certi ambiti vengano resi noti anche ai developers.

Un caso è quello dell'accessibilità, tema molto caldo in Italia per via della famigerata legge Stanca, e che in ambito internazionale ci declina semplicemente con un rispetto delle norme del W3C.

Chiaramente il Forum è internazionale e la lingua è quella inglese, ma con il nostro dizionario inglese di fiducia, nulla ci spaventa :)

Aug 31, 2009

Amberjack on Plone: first steps

by Massimo Azzolini — last modified Aug 31, 2009 09:26 PM

collective.amberjack project just released the first tours

What's that?

A tutorial in action Amberjack is a tool that allows you to create tours on your site. The purpose of the collective.amberjack project is to improve its functionality and to provide a way for creating not just tours but something more: tutorials.

 

What does it provide?

The actual implementation provides 4 packages:

  • collective.amberjack.core
  • collective.amberjack.portlet
  • collective.amberjack.plonetour
  • collective.amberjack.metatour

collective.amberjack.core

This one contains all the basic functionalities:

  • it lets you add tours via ZCML,
  • it manages and validates tours and steps,
  • it draws the tour box and it manages all the UI interactions via javascript

collective.amberjack.portlet

this package provides two portlets:

  • a one shot tour portlet
  • a portlet with a set of tours

collective.amberjack.plonetours

this one contains the first released tours:

  • Add and publish a Folder
  • Add and publish a Page
  • Add and publish a News Item
  • Add and publish an Event
  • Format a page using the visual editor
  • Create internal links
  • Create external links
  • Upload an image
  • Insert image on a page
  • Using the Display menu

others will be released soon.

collective.amberjack.metatour

the idea is to provide a TTW way to create new tours. You can translate them via LinguaPlone and can be used by a non-technical user.

A next step is to export the TTW created tours as packaged that can be shared for example via pypi.

how simple adding a tour IS?

First of all you need to define the tour:

add_folder = {
    'url': u'/',
           'xpath': u'',
           'xcontent': u'',
           'title': _(u"Create a new folder"),
           'text': _(u"Folders are ..."),
           'steps': ({'description': _(u"Click the [Add new...] drop-down menu."),
                      'idStep': u'menu_add-new',
                      'selector': u'',
                      'text': u''},
                     {'description': _(u"Select [Folder] from the menu."),
                      'idStep': u'new_folder',
                      'selector': u'',
                      'text': u''})}

ajTour = {'tourId': u'basic01_example',
          'title': _(u'Add a Folder'),
          'steps': (add_folder,
                   )}

then you have to register it

<collective.amberjack:tour
        tourdescriptor=".example_tour.ajTour"
        />

If you need a complete example, please refer to the code.

Where can I find infos and code?

 

 

Aug 14, 2009

mappe google su plone

by Massimo Azzolini — last modified Aug 14, 2009 09:30 AM
Filed Under:

Lo sapete tutti, ormai siamo tutti molto web2.0 e una delle funzionalità più cool è geotaggare i contenuti rendendoli visibili su una mappa. E Google nella sua magnificenza ci offre un buon servizio di mappe con apposite API per utilizzarlo.

In Plone sono stati realizzati, nel tempo, diversi prodotti da varie aziende nel mondo:

L’ultimo in ordine di tempo e sicuramente il migliore, ovviamente imho, è Products.Maps di Jarn.

products.maps


Un sacco di Location colorate su una mappa

Offre poche ed estremamente utili funzionalità:

  • un nuovo contenuto “Location” (”Posto” in italiano), con tanto di icone colorate e ricerca del punto sulla mappa e preview del risultato. In pratica una pagina standard di Plone con in più la funzionalità di essere “piazzata” su una mappa.
  • una vista che disegna una mappa di google e che è applicabile via menu a cartelle e cercatori

Utilizzando Maps puoi quindi creare delle cartelle all’interno delle quali inserire “posti”. Essendo contenuti plone questo significa che puoi associare permessi, workflow, parole chiave ecc.

A questo punto puoi anche creare il tuo cercatore che prenda tutte le location con una certa parola chiave o quelle in un certo stato e visualizzarle assieme.. in una nuova mappa.

Ma la cosa migliore che fa è di essere stato realizzato con tecnologia Z3 il che lo rende facilmente estendibile. quindi…

redturtle.maps.core

Il punto fondamentale è: Products.Maps è un ottimo prodotto, ma.. non tiene conto di tutti gli altri contenuti Plone. Nemmeno quelli base. Insomma, tutti i contenuti plone (basta che estendano ATContentType) hanno un bellissimo campo “Location” in cui solitamente indichi un indirizzo. Questo campo è bellamente ignorato da tutti. Eppure sarebbe così utile.

L’idea che abbiamo avuto con Andrew Mleczko è stata quindi quella di estendere Maps fornendo un adapter (o un set di adapter) per tutti i contenuti plone. L’unica condizione è che abbiano il campo Location valorizzato. Et voilà redturtle.maps.core è uscito dal cilindro.

Hey, nulla di devastantemente complicato (e questo il bello di plone..). Ma, secondo me, è esattamente quello che mancava per chiudere il cerchio.

Una prima release è stata rilasciata in occasione del Linuxday 2008 e ho avuto la possibilità di presentarla a Ferrara.

Poi, l’appetito vien mangiando, Andrew e Luca Fabbri hanno dato un ulteriore contributo alla cosa: il secondo ha migliorato la parte di query a google per tradurre l’indirizzo in coordinate geografiche, il prima ha dapprima realizzato una portlet (redturtle.maps.portlet) e quindi ha reso disponibile un template che effettua ricerche basate sui parametri che gli vengono passati e visualizza il tutto, ovviamente, in una mappa.


Vedi come funziona

Nel frattempo ho esplorato la possibilità di avere baloon e icone differenziati per tipo.

Sempre sfruttando le funzionalità di plone/zope3 il comportamento relativo ai baloon potrà essere “overridden” in qualsiasi momento. in questo senso redturtle.maps.core è una specie di configurazione “out-of-the-box”.

Per il futuro, ci sono tutta una serie di funzionalità che vorremmo sistemare. Ad esempio i baloon appaiono veramente enormi: un contenuti plone è troppo verboso. Occorre pensare ad una soluzione.

Non nascondo che mi piacerebbe riuscire ad integrare il tutto in un’unica soluzione con Maps.

Stay tuned.

Aug 12, 2009

pagine composite con Plone

by Massimo Azzolini — last modified Aug 12, 2009 12:00 AM

Una recensione su quattro prodotti plone nati per creare aggregare contenuti in una sola pagina plone.

Com’è noto Plone offre un’interfaccia in cui al centro della pagina visualizzi un oggetto per volta: una pagina, un evento, una news.

Non è, di base, possibile avere contemporaneamente più contenuti provenienti da punti differenti del portale oppure mettere assieme un cercatore, un testo libero e il contenuto di una cartella.

Nei giorni scorsi mi sono trovato a valutare alcuni prodotti Plone che offrano la possibilità di creare pagine composite. Mi sono imbattuto in questi:

I primi due usano un approccio simile ovvero ti permettono di riutilizzare o di inserire contenuti plone all’interno di un’area nella pagina. Gli altri due invece sfruttano le portlet come fornitrici di contenuti.

L’elenco non è esaustivo, ma questi mi sono sembrati abbastanza utilizzabili anche per un utente non esperto. Per tutti quanti l’idea è quella di fornire un meccanismo (abbastanza) facilmente usabile da chiuque e non quello di permettere di creare layout astrusi. Questo è roba per “designer”: gli editor si limitino a inserire e aggregare contenuti.. ;)

CMFContentPanels

CMFContentPanels: due box affiancati

Questo è un prodotto nato con la versione precedente di Plone (la 2.x), ma recentemente è stato modificato e ora funziona anche con la 3.x.

E’ alquanto versatile e l’avevo già utilizzato con la 2.5. Oggi, sinceramente, trovo il suo approccio un po’ datato. Speravo che il porting alla 3.x avesse introdotto ulteriori funzionalità, ma l’impianto generale è tendenzialmente lo stesso.

Inoltre gestisce gli allineamenti tramite tabelle. Dal punto di vista dell’accessibilità non è la soluzione ideale. Buono il fatto che i vecchi portali 2.5 possano essere migrati alla 3.x senza dover obbligatoriamente ricrearne parti ex-novo.

Collage

Ho molto apprezzato Collage per la sua flessibilità. Fondamentalmente funziona a righe all’interno delle quali vai ad aggiungere colonne. In ogni colonna, uno sotto l’altro, puoi aggiungere elementi. Non è studiato per “intabellare” contenuti, quindi non pensare a questo utilizzo, sarebbe una forzatura. E’ tutto realizzato tramite DIV quindi un po’ di CSS può essere d’aiuto per aggiungere un tocco di grafica in più. Tra l’altro ogni oggetto ha la sua classe e/o il suo id per cui è semplice identificare il punto su cui si può agire.

Collage (preview da plone.org)

Ogni elemento può essere aggiunto attraverso semplici e intuitivi menù a scomparsa.

I contenuti che si possono inserire sono tutti quelli disponibili nel portale plone. Questo significa che eventuali tipi custom possono essere utilizzati. Inoltre puoi sia riusare oggetti già creati in qualche altra parte del portale che crearne di nuovi: verranno salvati all’interno del collage stesso.

L’interfaccia è debolmente usabile e ti permette di muovere gli elementi riordinandoli velocemente attraverso delle piccole frecce. Ho solo avuto qualche noia utilizzando l’opzione di copia: da riprovare questa funzionalità.

In generale l’ho trovato ottimo e molto facilmente utilizzabile.

Products.ContentWellPortlets

Questo è il primo dei due prodotti basati su portlet. L’idea è quella di fornire due aree “attive” all’interno delle quali inserire portlet: una sopra il contenuto corrente, una sotto.

un sacco di portlet!

Si applica quindi a qualsiasi oggetto tu vada a creare all’interno del portale e sfrutta tutte le regole delle normali portlet di plone. Questo significa che se in un folder aggiungi una portlet statica in testa, questa apparirà in tutte le pagine contenute nel folder. Esattamente come accade per le due colonne laterali.

Il principale vantaggio sta proprio in questo: essendo applicabile ovunque non hai la necessità di creare tipi ad hoc per avere contenuti speciali. Lo svantaggio è che puoi utilizzare solo portlet e non reali contenuti. Con il tempo le portlet disponibili saranno sempre più e sempre più pervasive: questo svantaggio calerà.

Non puoi e non potrai mai in ogni modo, però, aggiungere un contenuto come tipo custom alla stregua di Collage.

collective.portletpage

E’ un nuovo tipo di contenuto vero e proprio.

E’ una normale pagina Plone con in fondo 4 aree (nord, sud, est, ovest) in cui aggiungere portlet. A differenza del precedente ti permette di gestire con più flessibilità il layout delle portlet: in fondo hai due aree in più…

Anche questo prodotto è ben fatto ed è assolutamente plonish. D’altra parte l’autore è una garanzia in questo senso.

Gestione di PortletPage

Credo che possa essere molto utile per strutturare sottohomepage di un portale o comunque punti di raccolta di informazioni. Il fatto che sia in ogni caso un’estensione di Page ne limita in parte l’utilizzo estensivo: e se volessi le stesse funzionalità su un evento? avrei bisogno di collective.portletevent? D’altra parte, uno sviluppatore può “prendere spunto” molto facilmente da questo prodotto.

Il fatto che utilizzi le portlet poi ha gli stessi vantaggi/svantaggi del precedente.

Il risultato