Personal tools

2010

Dec 10, 2010

Disinformazione: c'è quasi da ridere... o no?

Filed Under:

Chiusura, unica virtu! Come qualificare le proprie proposte ricorrendo a generalizzazioni inesatte e pericolose per i Clienti: esattezza ed etica, vi saluto!

Voglio contribuire all'imperitura fama di questo sito, che a dispetto delle buone pratiche citerò per nome e cognome: http://promo.sar-at.it/ - visitatelo e capirete perchè "merita".

Intanto, come ci sono arrivato: collegandomi a slideshare per rilevare l'URL di una mia presentazione su PloneGov Italia, la ho trovata parzialmente oscurata da un Google Ad che recitava qualcosa del tipo: "Smetti di sprecare tempo e denaro sui CMS open source!": quasi un defacing, insomma!

Le strade sono due: riderci sopra, o prendersela. Parliamone senza fare i bigotti del free software: il problema non è che questi signori abbiano scritto queste cose, il problema è che ne sono convinti, e che non sono i soli, anzi!, parte della nostra lotta quotidiana sta nello scardinare questa linea di pensiero.

I CMS open source sono distribuiti liberamente e 
non costano niente ma:

Il primo luogo comune. Vero, il software libero (non facciamo i puntigliosi sul lessico...) non ha costi d'acquisto. Ma chi propone software libero al mercato non dirà mai che la sua adozione ha un costo nullo. I vantaggi sono ben altri, e non è questo il luogo per ripeterli.

- Solitamente non forniscono nessun servizio di 
assistenza tecnica lasciandoti solo di fronte ai tuoi 
problemi

Ecco il software libero descritto per "ciò che ti toglie" anzichè per "ciò che ti da". L'educato "solitamente" lascia uno spazio di vita a chi come noi fornisce appunto assistenza e servizi sul software libero (ma non siamo i soli, c'è un mondo di imprese e free-lance). Altra cosa un po' fuorviante, il soggetto della frase, che è sempre "I CMS open source", che "non forniscono". Il nome del CMS open source non è un Corporate Brand che sottenda la presenza di un'azienda con obbligo a fornire qualcosa. E' il nome collettivo di una comunità di persone, esse sì in grado di fornire servizi a chi li chiede. Ma su questa logica, "Non c'è un'azienda dietro...", si gioca maliziosamente l'eterno equivoco di chi non vuole capire.

-Si basano spesso su modelli preconfezionati col 
pericolo che il tuo sito sia quasi uguale e quindi 
possa essere confuso con quello del tuo principale 
competitor

Grazie per lo "spesso" che è sempre meglio di "sempre"! Può starci solo se si parla di un prodotto molto semplice (e non facciamo nomi per non scontentare nessuno, anche se chi ha orecchie per intendere...). Certamente non ci sta per Plone.

- Per adattarli alle tue esigenze specifiche devi 
comunque chiamare un programmatore professionista che, 
non avendo creato lui il CMS, impiegherà' molto tempo 
per risolvere i tuoi problemi, e alla fine ti 
presenterà' un bel conto!

Perchè? Voi non vi fate pagare per adattare il vostro prodotto proprietario alle esigenze del Cliente? Oppure il problema è che il vostro prodotto *non può essere adattato* alle esigenze specifiche del Cliente? Vero: chi lavora va pagato, e vorrei anche vedere... Figuratevi che noi invece ci racconteremmo così: "Grazie al fatto che siamo partecipi della comunità, deteniamo quella precisa conoscenza del software che ci consente di adattarlo alle vostre esigenze, contrariamente alle rigide soluzioni proprietarie."

Concludendo: c'è quasi da essere lusingati che qualcuno si proponga come "l'alternativa vincente al software libero", ma c'è modo e modo di farlo. Quello usato su http://promo.sar-at.it/ può funzionare solamente presso un pubblico male informato: non sarebbe bastato descrivere i punti forti della loro soluzione anzichè descrivere (male) i punti deboli delle altre?

Vorrà dire che inviteremo gli amici di promosar-at.it al ContènTOUR....

Nov 04, 2010

PloneGov Italia: finalmente, abbiamo perso il controllo!

Filed Under:

Una comunità è matura quanto è autonoma dal punto di vista tecnico e organizzativo. Ed è un bene perderne il controllo, perchè l'autonomia del Cliente è il motore della nostra crescita.

Ci siamo! Il 3 Novembre 2010 segna una data chiave nella storia di PloneGov Italia: incidentalmente, proprio nel giorno del successo di un evento organizzato da noi nell'ambito del ConténTOUR, quello di Padova, a Modena ha avuto luogo il primo evento interamente auto-organizzato dalla community stessa, totalmente al di fuori del nostro controllo: al punto che alcuni relatori hanno disertato l'evento Padovano per essere a Modena.

Senza troppo clamore, oggi RedTurtle celebra il risultato di tre anni di investimento sui Clienti, dedicati a una tattica altruista ("suicida!", commenterebbe chi non ha capito il Software libero) che, portando alle estreme conseguenze le logiche di condivisione, si manifesta in azioni molto eterogenee:

  • creare l'evento nella location del Cliente che ha la best practice da raccontare;
  • insegnare al Cliente ciò che abbiamo appena appreso alla Plone Conference;
  • rilasciare alla comunità qualsiasi cosa riusabile che produciamo;
  • incoraggiare i Clienti a fare lo stesso;
  • fare socializzare i Clienti.

Un po' di autocelebrazione non guasta: ci abbiamo creduto, e abbiamo fatto bene. A Padova, la tavola rotonda finale ci ha dato modo di raccontarci e di descrivere questo nostro modo di fare. A farci visita, subito dopo, non sono stati solamente Enti, ma anche aziende del settore IT, curiose del modello.

Abituati a rispondere alla collaborazione tra i nostri Clienti con una collaborazione tra le aziende del nostro ecosistema (il ConténTOUR e i Plone Research and University Day nascono in questo contesto), un giorno dopo l'altro scopriamo che anche aziende che non hanno mai usato Plone, affascinate dall'accoppiata tecnologia+modello di business, scelgano una collaborazione con noi come "punto di accesso" a questo sistema che - almeno in Italia - abbiamo aiutato a prendere forma.

Nov 03, 2010

Lotus Notes and chart in client: great stuff!!

Filed Under:

A way to render charts in Lotus Notes Client through Google Charts

Working with the Lotus Notes Client I came across the necessity of working with graphs.
The opportunities were:


  • Using Microsoft Excel, if it is installed on your PC, creating a template that is then filled with data and processes them in a chart


Then I thought, why not use Google Charts?

So I did a test, that list step by step.

  1. In the form that contains my data to process I created a pass-thru <computedvalue> containing the URL of Google (ie "http://chart.apis.google.com/chart?cht=p3&chd=s:Uf9a&chs=250x100&chl=January|February|March|April")
  2. I opened the document with the form above, and I noticed a picture with a "red cross"
  3. Right click on the picture I noticed the option "Show images", selecting the image appears correctly


Everything ok, but how to avoid each time you select "Show images"?

If you go on the properties of the document you will notice that there is a field "$DelayedImages" to 1, when the red cross is shown on the image
However if you have selected the option "Show Images" has a field 
"$DelayedImagesOK" set to "ok".
So, in document form, i've created a computed field "$DelayedImagesOK" with value" ok "and you're done!

This is the result

chart

Oct 28, 2010

Dalla PloneConf: primi appunti

Filed Under:

Plone Conference 2010 a Bristol: come sta andando.

Il primo giorno è già andato.

Sempre interessante il keynote. Come tradizione lo ha tenuto Alexander Limi ma, quest'anno, accompagnato dall'altro fondatore di Plone,  Alan Runyan. 

Sempre tante le cose da seguire. Il tempo vola e ormai siamo a metà del secondo giorno.

I talk che ho seguito oggi sono stati sicuramente tutti interessanti, per vari motivi:

  • Faceted navigation on Plone - Alin Voinea, Eau de Web, Romania
  • When Plone is overkill - Tom Lazar, Jarn AS, Germany
  • Potential Plone Clients: How to Seal the Deal - Calvin Hendryx-Parker, Six Feet Up, Inc., United States
  • Theming with XDVLaurence Rowe, UK

In particolare mi ha interessato il talk di Calvin.

Interessante anche il talk che sto seguendo adesso tenuto da Massimo:

collective.amberjack: chapter one. The interactive age

:)

A presto

 

 

 

Oct 27, 2010

Forms with the same alias is *still* a bad practice (Xpages Bug)

Filed Under:

Probably a bug found in XPages 8.5.2 engine

There is not to boast, but perhaps the development team RedTurtle found a bug in the engine of XPages 8.5.2.

It's happened during the development of an application where we had to connect a datasource to a Xpage. It appears that, in case you have two forms with the same alias, the list of available fields always refer to the first of two forms that is found in the list (we know, it's a very bad practice assigning same aliases to different forms, but we inherit this scenario from someone else...)

Only renaming the alias you obtain the right binding of the fields, even if the engine allows you to refer to the two blur.

By submitting the matter to two of the leading experts on the subject, Bob Balfe and John Mackey, we had confirmation that the problem exists.

UI Architect for IBM Workplace Designer has been alerted and will investigate the problem.

You will be posted ...