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January

Jan 28, 2011

Sistemi e servizi open: l'Emilia Romagna continua a farsi notare

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Partendo dalla qualità dei siti e dei servizi, lo studio Juice6 della Regione Emilia Romagna tratta i temi della maturità digitale e del divario digitale sul territorio di competenza, attirando l'attenzione dei più autorevoli commentatori.

Inutile fingere: se anche ci piace sentirci "globali" e parte attiva di comunità (Plone) e reti (ZEA Partners) internazionali, a noi di RedTurtle fa sempre molto piacere vedere riconoscere alla nostra Regione il ruolo di punto di riferimento nelle dinamiche del software libero e degli standard aperti. Ancor più piacere se questo riconoscimento viene da opinion-maker del calibro di Flavia Marzano.

Occasione di questa riflessione, lo studio Juice6 della Regione Emilia Romagna, disponibile anche in formato pdf, un documento che vede periodicamente la Regione analizzare i tratti fondamentali della diffusione delle tecnologie dell'informazione nel territorio, sia nel settore Pubblico sia in quello privato.

Assieme a indicatori di tipo politico (come il grado di diffusione di assessori con delega alle tecnologie dell'informazione), vengono esaminati aspetti specifici del ruolo di legante tra PA e Cittadini svolto dalle ICT, tra cui l'utilizzo dei servizi online della PA, e , ciò che più ci interessa, aspetti specificamente legati all'utilizzo di software libero: quelli che Flavia sintetizza in modo molto efficace nel suo blog.

Il nostro rapporto con la Regione, che prima si è rivolta a noi per capire quale CMS libero adottare, poi, scelto Plone, ci ha seguiti in PloneGov Italia, e infine ci ha voluti come partner tecnico per il porting in Plone dei suoi siti Web e della sua Intranet, ci fa sentire protagonisti di questa sensibilità e di questi risultati.

Sentirsi coinvolti è ancora più facile per un'azienda con sede a Ferrara, dove Azienda USL, Azienda Ospedaliera, Università, Camera di Commercio, Comune e Provincia usano Plone e sono membri di PloneGov!

Che non sia anche un po' merito nostro? ;-)

Jan 20, 2011

SignUpSheet - collaborazione Open Source

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La storia recente di questo prodotto Plone può essere presa ad esempio del nostro modo di operare, e delle dinamiche tipiche del mondo del software libero in cui ci muoviamo.

Un treno di atleti lanciatissimo, quello che ha passato il testimone a noi di RedTurtle e a uno dei nostri Clienti favoriti (la Camera di Commercio di Ferrara, leader storico di PloneGov Italia), che non a caso si è coinvolto in prima persona.

"Si può modificare liberamente": forse è questa la prima cosa che viene in mente parlando del software libero. Quale, tra le conseguenze di questa libertà, decreta la superiorità del software libero?

Opportunità

Non tanto la pur determinante possibilità di adattarlo alle proprie esigenze, quanto la possibilità di lavorare a più mani su una soluzione software:

  • "in serie": quando si implementa un prodotto esistente con nuove funzionalità, si sta ricevendo il testimone in un'ideale staffetta la cui prima frazione è stata corsa dal suo creatore (e, a scanso di equivoci, bisogna poi essere disponibili a passare il testimone al successivo frazionista - chi ha orecchie per intendere...);
  • "in parallelo": creando o modificando software assieme. Chi collabora? Aziende con aziende (e questa è "coopetition"), Clienti con Clienti (e questo è "Riuso"), aziende con Clienti (e questo è il mercato).

Ovviamente, le due modalità coesistono. Prendiamo il caso di SignUpSheet, il più diffuso prodotto Plone per iscrizioni online.

SignUpSheet

Cosa c'è sotto

All'origine di SignUpSheet, stanno due prodotti Plone di Martin Aspeli: Poi (sistema di issue tracking) e RichDocument, ai quali Aaron VanDerlip si è ispirato nel 2007 per la realizzazione iniziale del sistema di formulari online. Successivamente, Roché Compaan ha fornito la funzionalità di esportazione CSV, Simon Pamies ha aiutato a migliorare la gestione via browser degli archetype, Andreas Jung ha migliorato il codice e pacchettizzato il prodotto, la cui compatibilità con Plone 3 è stata assicurata da Radim Novotny. Tanti nomi, che per noi sono anche facce conosciute, da diversi continenti e nazioni, dal Sud Africa alla Repubblica Ceca.

I risultati? Assieme a tutti questi predecessori illustri, e su iniziativa del Cliente (uno di quelli che hanno capito il software libero e si impegnano in prima persona), abbiamo fatto fare a SignUpSheet un altro passo avanti, migliorando la compatibilità con i recenti rilasci di Plone e risolvendo un problema di internazionalizzazione che impediva la traduzione di alcuni dei testi a corredo del prodotto.

Una morale non moralista

Software Libero: più ti coinvolgi, più lo apprezzi. Non si tratta di risparmiare, si tratta di crescere. Magari non tanto salendo sulle spalle di pochi giganti, quanto su quelle di molti uomini simili a noi, con obiettivi convergenti con i nostri: e questo si chiama Community. Da non perdere!