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September

Sep 30, 2011

PloneGov - sulla strada di OSEPA

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Al meeting OSEPA di Bologna, la presentazione di PloneGov (curata da RedTurtle su richiesta della Regione Emilia Romagna) si è rilevata il punto saliente dell'intero convegno

Il precedente post sul meeting OSEPA di Bologna lasciava trasparire un mix di orgoglio e di aspettative - il valore della nostra presenza è andato al di là delle nostre più rosee speranze.

Un progetto alla ricerca di un modello

Il panel di studiosi e stakeholders di diversi paesi Europei che stanno portando avanti il progetto OSEPA ha obiettivi di analisi, diagnosi e proposta relativi al software libero nel settore pubblico. Nel precedente post su questo tema, esprimevamo una soddisfazione che oggi, potremmo dire, è decuplicata.

Difatti, abbiamo avuto la prova concreta che PloneGov, al di là del valore intrinseco per la tecnologia su cui si basa e per la comunità che coinvolge, è prima di tutto un modello, e la descrizione che ne abbiamo sempre dato, "modello di business sostenibile", è assolutamente esatta. Chi ha promosso l'iniziativa e chi vi ha aderito nutriva già questa certezza: è importante che ora ad affermarlo sia una "terza parte" come il team OSEPA.

Logo OSEPA

Cosa si sta cercando?

Sostanzialmente, si sta cercando un modo di procedere che garantisca la qualità del software, la sicurezza e la stabilità del rapporto con i fornitori o comunque un'autonomia degli Enti che garantisca un futuro alla tecnologia e un supporto durevole, un modello che in qualche modo si autosostenga e si autogarantisca sia sul piano economico, sia su quello operativo.

Cosa si è trovato

Tanti i punti sul tavolo, una sola soluzione: il modello di PloneGov

Le conclusioni dei tre pannelli indipendenti creati nel corso dei lavori, due dei quali comprendevano una persona RedTurtle, sono convergenti:

  • occorrono aziende che siano realmente parte della comunità e che vedano il contributo alla crescita della tecnologia FLOSS come un'opportunità;
  • occorrono rapporti chiari e collaborativi tra aziende a Enti Pubblici, che devono individuare e difendere un interesse comune: l'economicità e la sostenibilità del modello, la qualità del software e lo scambio di conoscenze;
  • occorre una crescita culturale degli Enti che ne faccia parte viva e attiva del modello di business;
  • occorre coinvolgere il livello dei decisori nella scelta e nella visione che ne risulta.

Occorre, insomma "il triangolo di PloneGov", schema che effettivamente, nella sua semplicità, ha "folgorato" tutti i presenti.

Triangolo PloneGov

La giornata di lavori

Il MAMBO, museo di arte moderna del capoluogo emiliano, si è ben prestato al meeting, che ieri 29 settembre viveva la sua seconda e ultima giornata. L'ampio salone oggetto del convegno, sede di un'installazione che ne seguiva il perimetro, era accogliente e provvisto di ogni tecnologia necessaria.

In fase iniziale, si è svolta la presentazione di una serie di casi di studio tra cui quello del Politecnico di Milano (che evidenzia luci e ombre, non esclusi gli opportunismi, del mercato FLOSS) e quello della regione spagnola dell'Extremadura, e ovviamente quello di PloneGov Italia curato da Stefano Marchetti, e in seconda battuta da chi scrive; ognuno degli interventi è stato seguito da domande e risposte. Ha seguito una sessione interattiva, nel corso della quale i partecipanti si sono divisi in tre gruppi, per rispondere indipendentemente alla domanda che più o meno suonava così "Quali modelli possono garantire agli Enti Pubblici Europei la qualità del software libero, un corretto rapporto con le aziende e la maggiore efficacia a parità di costo? Di quali fattori è necessario tenere conto?".

Come già detto, le conclusioni dei gruppi sono andate a convergere su un modello stile PloneGov Italia.

Dopo il pranzo, l'organizzazione ha offerto un piacevole tour in bus scoperto, propiziato da un tempo ideale (anche il sole sembra arridere a PloneGov!). A margine, il Politecnico di Milano ci ha "arruolato" come case study di compagnia "immersa" nelle comunità open source - un caso che evidentemente è meno comune di quanto credessimo, visto che non è stato considerato nel campione di studio su cui PoliMI ha basato la sua relazione.

ContènTOUR - da Roma, conferme sul format di divulgazione FLOSS

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Una settimana densa di eventi: ContènTOUR e OSEPA Meeting. Partiamo da un breve resoconto della tappa romana della nostra iniziativa di evangelizzazione open source.

Il ContènTOUR ha sempre dimostrato una particolare capacità di coinvolgere, assieme al pubblico, anche i relatori e gli organizzatori.

Ogniqualvolta le aziende organizzatrici (RedTurtle, Abstract e BioDec) sono ricorse alla collaborazione dei propri Clienti (fanno fede precedenti come i due Plone for Research and University Day e l'evento ospitato del Comune di Padova), il loro coinvolgimento è stato totale.

Logo ContènTOUR

Anche ENEA Roma, che ci ha ospitati nella tappa del 28 Settembre,  ha fornito sala, infrastruttura per il webcast dell'intera giornata di lavori, regia e personale tecnico, nonchè una sala più che adeguata alle esigenze del convegno e del catering. Ancor meglio, a conferma della scelta di Plone per il portale dell'Ente, ha fornito una consistente parte del numeroso pubblico, segno questo di forte impegno verso il software libero a più riprese ribadito dai relatori istituzionali, Diana Savelli, Andrea Quintiliani e l'Ing.Silvio Migliori, responsabile di diversi progetti di High Performance Computing.

Logo ENEA

Mattina: relazioni

Il dispiacere per l'assenza del relatore di ISFOL, impossibilitato a presenziare per motivi personali, è stato compensato dagli interessanti talk sull'esperienza di ENEA nell'allestmento di siti, e in particolare dall'attesissimo intervento di Flavia Marzano, che nell'occasione ha tracciato con il consueto equilibrio gli orizzonti di impiego del cloud nel settore pubblico. A questo che è un po' stato il "keynote speech" della mattina sono seguite, dopo il coffee break, le interessanti presentazioni delle Università di Macerata e di Bari, che hanno toccato anche aspetti di tipo organizzativo e architetturale.

Dal mondo industriale, un esempio di interesse per la PA e gli Enti di Ricerca

E' quindi venuto il mio turno: nel presentare un'applicazione "fuori tema" come l'ERP Web sviluppato da RedTurtle Technology, ho chiarito che, al di là del caso di specie, certamente distante dall'esperienza del pubblico, mi interessava dare una misura della solidità "industry standard" e della plasticità di soluzioni in cui Plone è il front-end di un sistema basato su Pyramid, farmework applicativo utilissimo per applicazioni web che vadano al di là della gestione contenuti. Le integrazioni con dispositivi mobili sono un altro tema di interesse trasversale, in particolare per Enti di ricerca come ENEA

Maurizio Delmonte ha quindi illustrato con la sua tipica chiarezza e completezza il caso di studio del SIT del consorzio COSIB, applicazione fortemente integrata con un database geografico e tecnico, dall'interfaccia utente particolarmente riuscita.

Pomeriggio: dibattito

Dopo un catering molto apprezzato, è iniziato un dibattito che per circa due ore ha visti impegnati l'Ing. Migliori di ENEA in qualità di chairman e noi delle aziende (Maurizio in particolare) come animatori. Ne è emerso un quadro interessante, di grande consapevolezza da parte degli Enti presenti, ma anche la certezza che le difficoltà non vanno sottovalutate. Il pomeriggio ha anche fornito l'opportunità per ritornare su temi che al mattino erano semplicemente stati accennati, come qualche informazione in più sul tema delle licenze del software libero o le dinamiche di riuso presenti in PloneGov.

Sintesi

E' evidente che ENEA, nel suo ruolo di Ente ospitante, ha voluto dare un forte segno di "commitment" sul software libero, prima di tutto al suo stesso interno. Ciò non ha impedito che i presenti, a prescindere dall'Ente di appartenenza, siano usciti arricchiti dall'esperienza di un incontro che, come nella nostra migliore tradizione, ha effettivamente compiuto la missione di discutere, senza prevenzione e posizioni massimaliste, sull'esperienza di introduzione del software libero negli Enti, con un'equilibrata rappresentazione di luci e ombre. Proprio ciò che serve per rimanere nel mondo reale e fare crescere, al di là di proclami di principio, il free software nel Settore Pubblico italiano.

Sep 28, 2011

ZEA, come una fenice, rinasce da Arnhem

Seduto nello spazio, gentilmente offerto da Allianz, all'interno dell'aeroporto di Monaco mi ritrovo a raccogliere un po' di pensieri riguardo al meeting ZEA appena concluso. Lo posto solo ora, al termine del lavoro, finalmente con un buon WIFI.

Dopo la rifondazione che abbiamo attuato nei mesi scorsi, abbiamo deciso di tenere una serie di incontri trimestrali. Vogliamo approfondire al massimo la conoscenza reciproca, raccontarci le nostre esperienze e dare/ricevere dai colleghi spunti e opportunità. Una specie di micro-conferenza con cadenza molto ravvicinata.

Questa edizione è stata organizzata da Four Digits presso la loro sede ad Arnhem (Olanda). Per questo semestre, infatti, Rob Gietema è il nostro presidente.

Erano presenti 8 partner oltre a noi:

I talk

La giornata era organizzata in modo da avere talk ma anche spazio per discussioni aperte e lighting talk.

Evito di entrare nei dettagli: c'è un ottimo post di Matt Hamilton (Netsight) che vi invito a leggere.

Primo meeting: un sacco di cose da decidere!

Allo scorso Sorrento sprint è stato eletto un board (Kit Blake, Geir Baekholt e il sottoscritto) e in questo senso eravamo ora chiamati a proporre una strategia da seguire per i prossimi anni.

Questo è un cambiamento importante rispetto alla passata gestione. Abbiamo una strategia, condivisa tra il board e i membri che possono approvarla, emendarla, aggiungere nuove proposte. 

Il presidente, e il suo vice che lo affiancherà fino a sostituirlo dopo 6 mesi, hanno l'incarico di metterla in pratica. Il board supervisiona in modo light i vari presidenti nell'arco di 5 anni. Giusto per garantire un minimo di continuità nelle iniziative.

La nostra proposta è fondamentalmente basata su due capisaldi.

  • ZEA sarà molto più leggera: poca burocrazia, quote di partecipazione contenute (400€ per le aziende oltre i 3 componenti, 100€ per gli altri e try-before-buy fino a tutto dicembre), nessun vincolo di azione o partecipazione da parte dei membri. ZEA agevola le opportunità: non le crea e non le impone.
  • ZEA sarà molto più comunitaria e coesa: una meta-company di 100+ persone, con gli skill derivati dalle competenze di 20+ aziende. Agiremo ognuno come sede locale di ognuno degli altri. Ancora una volta saremo a diffondere il verbo di Plone, come sempre secondo la nostra mission, e lo faremo in modo coordinato e condiviso. 

Le azioni pratiche che contiamo di intraprendere nel breve e nel medio periodo sono:

  • partecipare a eventi transnazionali a livello europeo per far conoscere Plone e il nostro brand;
  • spingere sull'organizzazione e sulla partecipazione a sprint e tune up per continuare a evolvere (evolution not revolution) il nostro CMS preferito;
  • organizzare un Transnational Exchange Programme durante il quale sviluppatori di un'azienda andranno a lavorare in altre aziende del gruppo per qualche tempo;
  • ehm... sì, avremo anche un nuovo website

E non sarà solo Plone. Pyramid e Django già da un po' lo stanno affiancando. E non sarà solo tecnologia, in diversi abbiamo evidenziato competenze consulenziali che finora erano rimaste colpevolmente taciute.

Questa proposte, che come board abbiamo avanzato, sono state apprezzate dai membri e nei prossimi mesi proveremo, appunto, a metterle in pratica.

Mi aspetto un periodo di rodaggio: il livello di collaborazione e interazione cui stiamo tendendo è sicuramente superiore e dovremo oliare ogni singolo meccanismo.

La community

Lo so. Mi ritrovo spesso a ripetere come un mantra la parola "community": nei post, nei talk, nelle serate con i colleghi, nelle presentazioni ai clienti.

Ancora una volta son qui a sottolineare questo aspetto: essere parte di una comunità. 

Questa volta però non è una comunità di persone, ma una comunità di aziende. L'idea di base non cambia: in fondo le persone che guidano queste aziende sono le stesse che negli anni hanno sviluppato e evangelizzato il mondo su plone. Abbiamo ancora la stessa idea fissa (potevo dire meravigliosa). 

Quello che cambia è il punto di vista. Un'azienda deve produrre reddito per sé e per tutte le persone che vi lavorano. E deve farlo in modo continuativo, organizzato, pensato.

Questo è un bene per Plone. E un bene per i nostri clienti (l'esperto della funzionalità che serve al mio cliente è sempre stato a un colpo di telefono, ma lo conosco molto meglio)

Personalmente, l'essere parte di una comunità di imprenditori mi aiuta a semplificare questa fase: tutti tendiamo a rendere le nostre aziende floride e stabili nel tempo, non dovrò più inventarmi in solitudine il modo migliore per farlo, potrò anche mettere a frutto suggerimenti e mediare iniziative già intraprese con successo da altri.

E' stata una 2 giorni impegnativa, carica di aspettative e con molte speranze per il futuro. Come lo stesso Matt nel suo post, anch'io "look forward to the next meeting in January…" ovunque sarà.  :-)

Sep 23, 2011

OSEPA Meeting, Bologna - evento "invisibile", presenza importante

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C'è evento ed evento - essere convocati a un tavolo "riservato" come portatori di un modello di business degno di nota, è sempre una bella soddisfazione.

OSEPA è l'iniziativa Europea dedicata a condurre un dibattito sistematico tra le amministrazioni pubbliche europee sul tema del software libero, in termini di vantaggi e svantaggi (tecnici e di costi) derivanti dalla sua adozione e utilizzo da parte delle PA.

Logo OSEPA

Partecipato da importanti organizzazioni tra cui la Regione Emilia Romagna, OSEPA, nei suoi meeting periodici, esplora lo stato di avanzamento delle esperienze degli Enti aderenti, e cerca di arricchirsi di nuovi punti di vista.

Redturtle è onorata di essere stata convocata come relatore al meeting del 28-29 Settembre, per parlare del modello di business sostenibile basato sul riuso e su PloneGov, che è diventato un po' il nostro marchio di fabbrica.

La Regione Emilia Romagna vede in noi un interlocutore non solo qualificato tecnicamente, ma rappresentativo del mercato e portatore di una visione che merita di essere conosciuta a livello internazionale.

Sep 15, 2011

Rendering of HTML using innerHTML or .update() method with Javascript

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By manipulating an element's innerHtml you'll be able to change your text and HTML as much as you like. But, pay attention!!!

These methods are very useful if you want to pupulate div's in your page, but at the end rendering would be strange.

Problem is that HTML that you produce in some way (e.g. agents in Lotus Domino) must be well-formatted and valid before you put it into your <div>

For example, if you want to put an image and you write:

<img src="<somePath>" alt="" border=0 />

instead of

<img src="<somePath>" alt="" border="0" />

(notice the presence of "" in attribute border), first way could generate rendering HTML problems.

 Same behaviour if HTML TAG are not correctly nested.