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Massimo Azzolini, blog, prodotti-plone

Oct 22, 2014

2014, viaggio a BetterSoftware

BetterSoftware, BetterPeople, BetterLego

2014, viaggio a BetterSoftware

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Giusto una settimana fa ho partecipato a BetterSoftware 2014; ecco le mie impressioni sulle (tante) luci e le (poche) ombre della kermesse fiorentina.

Per il quinto anno consecutivo ho deciso di partecipare a Better Software e il rischio di rivivere l'ennesima edizione uguale a sé stessa era ovviamente dietro l'angolo.

E' successo esattamente il contrario. Già l'anno passato un team di loschi figuri, tra cui @ziobrando, @fullo, @giovannipuliti, @BlackMouseLAB e @spleenteo, hanno ri-pensato l'evento in una chiave ancora più innovativa; quest'anno hanno fatto un ulteriore passo avanti. Il software è assolutamente diventato marginale, si parla di organizzazione e di management, si parla di portare valore, si parla di comprendere le persone.

Non è infatti un caso che, durante il keynote iniziale di @folletto, questo mio tweet abbia fatto impazzire le folle (lo so, ho un ego smisurato: erano giusto un paio di retweet ;).

Ripensandoci ad una settimana di distanza, le cose mi tornano ancora di più: il senso del nostro lavoro è sempre più spostato su temi psicologici, di organizzazione, di processi e di comunicazione tra esseri umani. I sistemi software sono solo un altro mezzo per comunicare, alternativo - con tutti i suoi limiti e i suoi vantaggi.

Ma andiamo con ordine

Quest'anno ho scelto di partecipare il più attivamente possibile, prediligendo i workshop ai talk. Ebbene sì, nel talk del primo pomeriggio ho la tendenza ad appisolarmi e le luci basse di certo non agevolano. Viceversa le interazioni con persone, meglio ancora se sono emeriti sconosciuti, che incontri e con cui crei improbabili team, sono impagabili.

Nella prima giornata (peggio per chi se li è persi) i due workshop:

sono stati estremamente "inspiring".

Nel primo abbiamo toccato con mano come ognuno di noi ha percezioni anche molto differenti del tempo che passa, di come lo gestisce e di come quindi interagisce con gli altri. Se poi poniamo il tema in culture differenti (noi latini vs anglosassoni vs asiatici vs africani) le differenze aumentano molto e sono, di conseguenza, da comprendere e da gestire opportunamente all'interno dei team.

Abbiamo giocat.. ehm, lavorato moltissimo con i Lego. E' lo strumento principe in questo genere di situazioni: puoi concentrarti sulle interazioni perché non devi imparare a costruire con i mattoncini.

Il secondo workshop ha trattato un tema su cui avevo già potuto ascoltare Pierluigi. Questa volta ha spiegato con più dettagli il ruolo, anzi i ruoli, da tenere e ha messo in condizione i vari team di ragionare sulla host leadership e di quanto sia antiquato pensare al leader in termini di eroe (e qui in politica ci sarebbe da aprire un dibattito infinito).

Compito per casa: riuscire a ri-valutare il proprio ruolo all'interno delle nostre organizzazioni. E' un'attività tutt'altro che semplice, soprattutto alla luce dei 6 ruoli e delle 4 posizioni che un leader può scegliere di utilizzare.

Le sue slide, corredate dai nostri flip chart, saranno estremamente appaganti:

Talk digest

D'altra parte non si vive di soli workshop, e spesso l'informazione inattesa te la trovi al talk più improbabile. Se devo sceglierne 3 su tutti, vi segnalo i seguenti.

  • "DevOps techniques and tools" di @gaunilone.
    E' il tipico talk che penseresti come laterale. Credi di ascoltare argomentazioni da sistemista, e invece Michele parla prevalentemente di metodologie, di organizzazione, di metriche ma sopratutto di valore.
  • "How I fell down the rabbit's hole: life and work at the distributed wonderland" di @lucasartoni.
    Ci ha raccontato il dietro le quinte di Wordpress.com, come sono organizzati, come si lavora e come si viene assunti. Nonostante siano per noi "la distinta concorrenza", devo dire che sono in gamba.
  • Ovviamente il keynote di @folletto, "Gestalt Design Principles for Developers".
    L'ho vissuto non tanto come un talk sulla User Experience, quanto piuttosto una serie di linee guida per developer. Ha creato consapevolezza introducendo quei tempi che sono tanto importanti per i designer e talvolta sottovalutati dai programmatori. Vi consiglio un attento studio della sua presentazione su Slideshare.

Potrei aggiungere "that's all folks", ma in verità ci sarebbe tanto di più da aggiungere. Questo è il tipico evento in cui tra talk, workshop e discussioni/chiacchiere in corridoio ottieni più informazioni che in giorni di studio e approfondimento da solo.

Guarda le nostre foto a Better Software

Oct 30, 2012

Corsi tre punto zero: il sito, il social, il seo, il geomarketing

non siamo mai stati così liberi di volare

Corsi tre punto zero: il sito, il social, il seo, il geomarketing

Con la prima edizione dei nostri corsi 3.0, con Andrea Pernici e Roberto Cobianchi, abbiamo fatto il punto sullo stato del web e del mondo social

Quando siamo partiti con l'idea di questi corsi, non ci aspettavamo un interesse di queste proporzioni.

L'idea è nata la scorsa primavera assieme ad Andrea Pernici (GT Idea) e Roberto Cobianchi (Mimulus) con cui collaboriamo da anni sui temi social e SEO.

In meno di una settimana abbiamo saturato i 30 posti disponibili nella Sala Corsi che la Camera di Commercio di Ferrara ci ha messo gentilmente a disposizione. Qualche altro giorno e siamo arrivati a quota 58: una waitlist di 28 persone.

Il tema che abbiamo deciso di raccontare è quello della presenza di un'azienda o di un ente sul web di questi anni.

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Oct 02, 2012

BetterSoftware? BetterTeams, BetterPeople!

Firenze, 26 e 27 settembre 2012

BetterSoftware? BetterTeams, BetterPeople!

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Un BSW2012 all'insegna del miglioramento dei processi e della consapevolezza dell'importanza delle persone

Dopo aver saltato l'edizione 2011, mercoledì scorso sono tornato a BetterSoftware. Il format dell'evento è rimasto lo stesso: speaker con profilo alto, focus sul migliorare, una due giorni intensa.

Organizzazione, gestione dei team, neuroscienza (!?), emozioni, metriche, startup: questo è stato #bsw2012

Quello che ho trovato di diverso sono stati i contenuti. Si è parlato di tecnologia e di software, chiaramente, ma i talk predominanti, quelli con tanto pubblico, quelli che ti hanno dato qualcosa da portare a casa e su cui riflettere, sono stati altri. Ho partecipato ad una conferenza sul software e si è parlato di sociologia.

Il nostro zio preferito

MindMapConto di aggiornare il post con il link alle presentazioni su slideshare (non appena lo zio le "posterà"); per il momento accontentatevi di questo

Parto da @ziobrando, al secolo Alberto Brandolini. Due talk: "Stai guardando i dati sbagliati" e "Fare pipì controvento".

In breve il punto è:

  • perché stai gestendo nel peggiore dei modi i tuoi dati?
  • perché persone intelligenti prendono decisioni stupide?

A proposito di dati, dobbiamo ragionare meglio sul dominio in cui questi dati esistono (non a caso il DDD è uno dei suoi ambiti preferiti). Non si tratta solo di memorizzare byte, ma di salvare semantica, stati, eventi.

Sì, semantica, perché una bozza di offerta non è un contratto: l'una è modificabile mille volte, ha un modello di accesso ai dati prettamente RW, l'altro - una volta firmato - non lo tocchi più, ma lo leggi molte volte.

Il modello di sviluppo ad eventi (see Greg Young) può essere molto utile: quello che le macchine sono in grado di fare benissimo è ricordare e ripetere. Notificare al mondo l'evento "ho creato un contratto" e lasciare che altre applicazioni specifiche agiscano di conseguenza è molto preferibile rispetto a far sì che la nostra applicazione si prenda carico di compiti non suoi.

Ma soprattutto, nella fase di definizione dei modelli logici, la semantica che diamo alle parole varia in base all'ambito. Ciò che ha un senso per il marketing non lo ha per la produzione.

Nello spiegare come le persone prendono decisioni Alberto, ma anche altri, ha fatto riferimento a Kahneman (un buon disegno spiega molto). Alberto mi ha lasciato due aspetti su cui sto riflettendo: l'essere umano è una macchina pensante e funziona in due modi (veloce/senza riflettere o viceversa) e che c'è un motivo se è "sempre colpa dell'IT".

lo zio ha postato le prime slide "Fare pipì controvento" e qui sotto quelle del secondo talk:

Giochi che fanno pensare

Roberto "taz" Bettazzoni e Gaetano Mazzanti hanno deliziato la platea (proprio così, deliziato: raramente ho visto facce così felici) con due allegri "giochini": cynefin lego game e kanban pizza game.

La ricetta è semplice: prendi delle ignare vittime, illudile che sarà divertente (pizza..., lego...) e mettile in situazioni di gestione del team e del lavoro sempre più complesse. Se ne andranno divertite, ma non smetteranno di pensare a come potevano gestire meglio la situazione.

Il lego game è un gioco molto adatto a mettere in difficoltà i manager.

Ci sono 4 tipi di situazioni in cui ti puoi trovare: semplice, complicata, complessa e caotica. Le prime due situazioni sono gestibili, le altre due devono essere ricondotte ai casi precedenti. Pena il fallimento.

Puoi molto velocemente passare dalla prima all'ultima, mentre è estremamente difficile ritornare indietro. Devi imparare a sopravvivere, ma soprattutto a capire quando ti trovi in quella situazione. E' quello che il Taz chiama spesso "puzza".

Il pizza game, invece, insiste più sulle logiche di team, sul capire il valore della velocità di realizzazione (più produco, più guadagno) di un compito, ma anche sul bilanciare questo fattore con lo spreco dato dalla produzione e sulla qualità di quanto si è prodotto.

Oltre a questo è difficile spiegare a parole: va provato.

Andrea "o' diplomatico" Pernici

I siti devono andare più forte, e devono farlo oggi perché domani sarà ancora più difficile. L'aspetto positivo è che siamo fortunati: si può fare.

Dire che è stato un tornado è dire poco. E' entrato a gamba tesa su tutto. E ha ragione su tutto.

Il suo messaggio è stato semplice e disarmante al tempo stesso: "caro programmatore, scegli pure il tuo linguaggio preferito, il db ottimizzato, il framework "figo", ma alla fine se il 90% del tempo di attesa del tuo utente è sul browser... hai dimenticato qualcosa!"

Ecco le sue slide. Non scorrerle: leggile con attenzione, poi ripensaci con calma. E impara a memoria la numero 40.

Aho, so' Jacopo

Jacopo Romei è un grande: se ne viene fuori di tanto in tanto con "romanismi" chiarificatori passando allegramente da (ancora) Kahneman alla teoria eliocentrica con assoluta padronanza.

Due talk spassosissimi, ma densi di spunti:

Il cigno giusto è quello nero raccontato da Taleb. Una letta a questo post aiuta moltissimo. L'obiettivo è quello di trovare il modo migliore di "coprirsi di soldi" facendo consulenza.

Partendo dai concetti di "mediocristan" ed "estremistan" Jacopo ci offre un modello di business che tenda a esaltare il valore di ciò che si fa in contrapposizione al tempo necessario per farlo.

Guardate anche le sue slide:

Misura le emozioni

Di Luca Mascaro e Michela Perotti vi lascio giusto il concetto di base che mi è rimasto e la loro presentazione. Ci sono spunti che devo e voglio ancora approfondire:

L'esperienza positiva è un'esperienza "mediamente" positiva. Importante che la prima impressione lo sia, che ci siano momenti "wow" e che alla fine si rimanga soddisfatti.

Impressioni?

Parlo per me, ma credo che anche per i miei allegri compari (Stefano, Irene e Andrea) è stata l'ennesima riprova che non c'è un limite alle cose che puoi imparare. Bel pippone, eh? ;-)

Beh allora guarda un po' quanto ci siamo divertiti! E il prossimo anno non mancare!

what a speaker

Jun 26, 2012

La Plone-reevolution! Idee da WebReevolution da calare nel mondo Plone

webreevolution

La Plone-reevolution! Idee da WebReevolution da calare nel mondo Plone

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Webreevolution è al primo anno, ma in un solo mese ha raggranellato 400 partecipanti (100 in streaming) , 5 track parallele, speech molto tecnici, speech d'indirizzo, case study interessanti. Come caliamo il loro valori nel mondo Plone

WebReevolution è stato uno degli eventi più interessanti cui ho assistito recentemente.

Ho seguito 6 talk:

  • i migliori strumenti per twitter secondo @valijolie: un overload di informazioni
  • link baiting: cosa come e perché utilizzare questa tecnica nell'ambito del link building
  • facebook ads vs adwords: ottimizzare i propri ad sulla piattaforma social.
  • trick e ottimizzazioni dei nostri siti
  • come creare mobile app di successo
  • and at last, but not at least: la check list per il 2012, di Andrea Pernici

Quest'ultimo è quello che, per visione di medio e lungo periodo (oltre a una gagliarda competenza di Andrea), più si presta a essere valutato con gli occhi del plonista.

 

 

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May 08, 2012

Storify "World Plone Day 2012"

Stickers

Storify "World Plone Day 2012"

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Due "story" da Storify.com sul #worldploneday: il report di Bologna e le slide degli eventi italiani

Grazie a storify.com è molto semplice ritrovare commenti su twitter, facebook o altri social media. Allo stesso modo puoi creare storie, che raggruppano le slide di un certo evento, pescandole direttamente da SlideShare.

Il 26 aprile, con un giorno di ritardo sul resto del Mondo, abbiamo celebrato il World Plone Day in Italia. Noi abbiamo contribuito a realizzare l'evento di Bologna, un'occasione per sentire tanti casi studio interessanti.

Per saperne di più, puoi sfogliare le slide dei relatori. Intanto, goditi le due story che abbiamo confenzionato con questo strumento per raccontare l'esperienza World Plone Day 2012:

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