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Feb 07, 2012
Accessibilità: cosa sta succedendo?
Ecco alcuni appunti sull'aggiornamento della Legge Stanca, le WCAG 2.0, l'accessibilità e chi sta cercando di fare il punto sulla situazione
Capire cosa stia succedendo non è affatto semplice. Qualcosa si sta muovendo, ma le notizie non sono molte, anche in Italia: tutto sembra tacere da troppo tempo.
Già a settembre 2011 volevo scrivere qualcosa sull'aggiornamento dei requisiti della Legge Stanca, senza riuscirci. Sono stato mosso da vari eventi che vorrei condividere con voi. E' un peccato che alcuni dei link raccolti non siano permanenti sul sito in questione.
Nel testo del DM 8 luglio 2005, con gli aggiornamenti (ma datato 2010), e sul documento di presentazione delle linee guida dei siti web della PA, avevo letto che la consultazione che sarebbe seguita alla proposta di aggiornamento 2011 (avviata l'11 maggio) si era conclusa l'11 luglio, cercando di fare luce sulla situazione nel documento delle linee guida stesso avevo anche letto anche la nota 17. Eccola:
“Al momento dell’aggiornamento delle presenti Linee guida, l’Allegato A del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 è in via di revisione per permettere un adeguamento della normativa italiana alle evoluzioni degli strumenti tecnologici e delle regolamentazioni internazionali intervenute dalla sua pubblicazione. Attualmente, terminata la fase di consultazione pubblica, la proposta di adeguamento è stata notificata alla Commissione europea, ai sensi della Direttiva 98/34/CE, e potrà essere adottata al termine del periodo di statu quo previsto (settembre 2011). Si veda: Direttiva 98/34/CE".
Seguendo quest'ultimo link avevo trovato scritto che la fine del periodo di status quo era stato il 22 settembre 2011, cosa che suggeriva senza troppe ambiguità che questo fosse l'ultimo aggiornamento entrato in vigore.
Pensai immediatamente: e perché nessuno ne parla sul web? Forse mancava solamente una pubblica approvazione da parte del gruppo di lavoro e un aggiornamento delle date?
Allo stato attuale, diversi Enti Pubblici, tra cui alcune Regioni, considerano già la possibilità di fornire una doppia scelta: conformarsi ai vecchi requisiti Stanca (22) o ai nuovi (12), aggiornati dal DM e basati su un adeguamento alle WCAG 2.0.
In generale, cosa si può dire sulle novità? Alcune di queste sono sicuramente l'utilizzo di javascript “accessibile” e quindi javascript è inserito tra le tecnologie utilizzabili. Chiaramente però è necessario che sia implementato nel rispetto dei requisiti.
Senza entrare troppo nello specifico di tutti i requisiti riformulati, ne vorrei segnalare semplicemente uno sul quale occorre porre attenzione, fin dalla fase iniziale di progettazione:
Requisito 11 - Assistenza nell'inserimento di dati e informazioni
Questa è sicuramente una fase del
progetto che va pianificata e su cui difficilmente sarà possibile
intervenire a posteriori in maniera completa.
Al di là dei
suggerimenti e dell'informare l'utente sulle sue interazioni, la
revisione e la correzione delle informazioni inserite, anche a
posteriori, implica l'esistenza di funzionalità che permettano queste
operazioni.
In sostanza occorre comunque essere allineati con le WCAG2.0, le linee guida del W3C in materia, le quali il 3 gennaio 2012 sono state affiancate dagli aggiornamenti dei due principali strumenti di comprensione e di apprendimento delle tecniche per le WCAG2.0.
Sicuramente per districarsi in materia occorre ripartire anche da questi strumenti aggiornati che ci sono stati messi a disposizione.
All'estero si cerca di fare il punto della situazione. Lo si è fatto da poco a San Diego, con una bella e articolata conferenza sull'accessibilità, (#CSUN12), the CSUN 27th Annual International Technology and Persons with Disabilities Conference.
Questo è un bell'articolo che parla di alcuni punti emersi alla conferenza,
del disagio, non solo italiano, nel cercare informazioni chiare anche per i principianti dell'argomento e quindi, della possibilità di fornire nuovi strumenti di consultazione semplificati (vedi anche questo) e dell'approccio "Be the fire fighter, not the cop" ovvero del focalizzare l'attenzione sul processo di aiutare a capire e a formare sull'argomento e non l'avere come fine il punire.
A Roma ci prova fra poco 10 maggio 2012 un manipolo di coraggiosi con un piccolo incontro di aggiornamento Innovazione tecnologica e responsabilità sociale:
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Seguite l'evento su Facebook. (ci saranno aggiornamenti anche sulla location)
Sarebbe davvero bello se questo silenzio si sciogliesse e potessimo capire insieme quali sono le nuove prospettive. Quali le implementazioni possibili, le soluzioni pratiche, le opportunità per l'accessibilità che il web può offrire oggi. Come ho imparato fin dal primo giorno da un vecchio amico che fa formazione in questo settore, l'accessibilità è un processo e il processo va anche aggiornato.
Bibliografia:
03-01-2012
WCAG Techniques Updated - Learn about
the informative guidance
22-09-2011
Legge
Stanca e accessibilità: cosa cambia?
15-06-2011
Aggiornamento Legge Stanca
Documenti:
11-12-2008
Web Content Accessibility Guidelines
(WCAG) 2.0
W3C Recommendation 11 December 2008
03-01-2012
Techniques for WCAG 2.0
03-01-2012
Understanding WCAG 2.0
Sitografia:
http://www.w3.org/WAI/Technical/Activity
http://radharc.com.au/2012/01/the-good-points-of-wcag2/
Link di cui si è persa la consistenza nel sito di origine:
http://www.innovazionepa.gov.it/TestoPDF.aspx?d=19451
http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/linee-guida-siti-web-pa/presentazione.aspx
http://www.innovazionepa.gov.it/media/835828/linee_guida_siti_web_delle_pa_2011.pdf
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Jan 26, 2012
Arpav: la pazienza premiata
Dalla commessa per l'Agenzia Regionale veneta, una lunga serie di insegnamenti, un grazie a Plone e una parabola sulla perseveranza, nostra e del personale dell'Ente
Plone, chi era costui?
Il crescente successo di Plone nella PA italiana è innegabile, i Clienti soddisfatti (tra cui i membri di PloneGov Italia) non mancano, ma i positivi risultati non sono ancora bastati a garantire la meritata notorietà al più modulare ed evoluto dei CMS liberi di classe Enterprise.
E, se per ora Plone non è ancora il nome più citato tra i CMS, immaginate cos'era cinque anni fa!
Risalta quindi ancor di più la lungimiranza con cui Arpa Veneto, nel Maggio 2007, lanciava un bando con base d'asta di 205.000 Euro per il rifacimento in Plone di tutta la galassia di siti Web gestiti dall'Ente. Si trattava del più grande bando Plone mai visto prima in Italia, e anche per RedTurtle fu una "prima" assoluta (prima commessa RedTurtle di questa dimensione, complessità realizzativa, articolazione burocratica), cui ebbi il piacere di contribuire portando un'esperienza da "vecchio volpone" nella redazione dell'offerta tecnica.

La soluzione RedTurtle per ARPAV
Abbiamo realizzato una soluzione globale comprensiva di Intranet, Portale Web, siti satellite, integrata con varie banche dati ambientali e meteo-climatiche, bollettini e informazioni utilizzando anche tecnologie GIS condivise con il Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINANET).
Integrato con applicazioni legacy e al centro di una rete di siti tematici, il portale Arpav è inserito in un'architettura informativa di grande complessità: alimentato da numerose origini dati grazie a un sofisticato sistema di "abilitatori" HTML e XML, il nuovo portale è completo dal punto di vista informativo e funzionale, è ricco di servizi online e aperto all'interazione con il pubblico.
In una delle Regioni italiane di maggior successo turistico, il portale è destinato ad attirare l'attenzione di un pubblico non solo regionale, ed è quindi stato configurato per gestire elevate moli di traffico, come quelle tipicamente associate alle richieste di servizi meteo, alla qualità dell'aria e ad altre informazioni di pubblico interesse.
"A long and winding road..." - un piccolo passo indietro
Mettendo in gioco le nostre migliori risorse realizzammo un'offerta, poi rivelatasi vincente, comprensiva della progettazione dell'architettura hardware e sistemistica a supporto del complesso dispiegamento, giocato su due piani (portale e Intranet) e comprensivo di una serie di siti a corredo.
Pronti a partire, nel Luglio 2007 ricevemmo la notizia della sospensione della gara per motivi di riorganizzazione interna: riaperta ad Agosto, la gara ci veniva aggiudicata nel Gennaio 2008. La redazione del progetto esecutivo coincideva con l'avvio di una fase di commissariamento dell'Ente, che si rifletteva, tra l'altro, in una radicale ridiscussione del progetto e delle sue priorità. Questa fase transitoria si è conclusa l'anno scorso, con la fine della gestione commissariale e con il collaudo formale a Luglio 2011. La messa in produzione è avvenuta il 18 gennaio di quest'anno.
"And the winner is..."
"Bene," si chiederanno i miei lettori, "cosa c'è di straordinario?".
Dal mio punto di vista, ci sono dei premi da assegnare:
- ARPAV va premiata per almeno due motivi: la scelta precoce di Plone, che ben si inserisce nelle scelte regionali per il free software, e l'aver mantenuto dritto il timone attraverso i pericolosi mari del commissariamento e della mancanza di fondi, non solo portando a compimento un progetto da alcuni dato per morto già sul nascere, ma, per strada, convertendolo in qualcosa di diverso e più adatto a ciò che l'Agenzia è diventata nel frattempo
- Plone va premiato per avere saputo rispondere a questo cambiamento: cosa che probabilmente nessuna tecnologia proprietaria avrebbe saputo garantire.
Noi di RedTurtle, che certamente abbiamo imparato a non dare nulla per scontato, e che abbiamo messo in gioco una resistenza da ultramaratoneti, il nostro premio lo abbiamo già avuto: un Cliente soddisfatto, tra i primi membri di PloneGov Italia, che ora potrà finalmente entrare in una fase di piena partecipazione (si parla già di un evento di confronto con la comunità PloneGov e non solo...).
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Jan 12, 2012
Plone, da Sant'Agostino al CONSIP
Il Comune di Sant'Agostino rilascia al pubblico il suo nuovo portale, caratterizzato da semplicità d'uso, costo contenuto e completezza: RedTurtle distribuisce sul Marketplace della Pubblica Amministrazione soluzioni Plone CONSIP di caratteristiche analoghe.
Esigenze diffuse? Una risposta per tutti!
Una soluzione completa ed integrata con costi d'esercizio contenuti per Comuni piccoli e medi dalle evolute esigenze comunicative...
Più facile a dirsi che a farsi. La risposta di RedTurtle si basa su Plone 4 e su un set di funzionalità standard che, nel caso del Comune di Sant'Agostino, un nostro nuovo Cliente con le idee molto chiare, sono state accompagnate da un layout grafico che unisce semplicità e gradevolezza.
Il sito soddisfa tutte le esigenze di base: adempiere agli obblighi di Legge, offrire un sito accessibile e completo, e al contempo promuovere il territorio con i suoi eventi. Il tutto, usando software libero, Plone e l'esperienza di RedTurtle nel servire le Pubbliche Amministrazioni Locali.
Ispirandosi a questo concetto di "completezza espandibile", RedTurtle ha recentemente confezionato due soluzioni Plone, dotate dei prodotti aggiuntivi di utilizzo più frequente, ed ha deciso di servirsi del MEPA di CONSIP per la loro distribuzione.
Il vantaggio MEPA
Il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione da diversi anni consente alle PA un accesso rapido agli acquisti di beni e servizi: in questo caso, è CONSIP che si fa carico di accertare le caratteristiche di solidità e solvibilità delle aziende, e di incanalarne l'offerta in bandi "sempre aperti" verificando poi la rispondenza di quanto offerto ai requisiti di riferimento. L'Ente viene così sgravato dall'onere delle procedure di gara e di selezione fornitori, e deve semplicemente, per così dire, apporre la sua firma su di un contratto già pronto con prezzo "chiavi in mano", per la fornitura di uno specifico bene.

Come Plone aiuta... tutti!
Proprio la modularità di Plone, con i suoi prodotti aggiuntivi, ha consentito di modulare l'offerta su Plone base più un set preconfigurato di prodotti, ad attivazione opzionale. Dal lato RedTurtle, si è preconfezionata e semplificata una parte delle attività, potendo così proporre agli Enti, quale che sia la loro dimensione, un costo più che abbordabile, per dotarsi di una solida piattaforma, altamente estensibile, ed accedere al riuso di soluzioni in ambito PloneGov Italia.
RedTurtle non intende discostarsi dal suo storico profilo di realizzatore di soluzioni su misura, ma al tempo stesso intende giovarsi della completezza funzionale di Plone, già in versione base, per favorire l'ulteriore diffusione di questo apprezzatissimo software open.
Le due soluzioni CONSIP, simili a quella realizzata appositamente per il Comune di Sant'Agostino, sono cedute a costo differenziato a seconda della complessità e della provincia dell'Ente acquirente. Denominate "Portale Plone versione Base" (qui la descrizione per prima fascia e seconda fascia di Province) e "Portale Plone Versione Plus" (prima fascia e seconda fascia di Province).
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Dec 29, 2011
Plone in 10 secondi
Ho provato per voi il nuovo servizio creato da Alan Runyan per creare al volo il tuo Plone site.
Configura
Il sistema è molto semplice e molto
come-te-lo-aspetti:
- vai su ploud.com
- iscriviti: email, dominio, lingua
- controlla la tua posta: c'è una mail di validazione con un link (devo davvero dirti che fare? :-)
- ti chiederà la password che vorrai utilizzare
- fatto.
Ci sono 2 tipi di servizi: gratuito e a canone mensile. Fondamentalmente si tratta della stessa soluzione, ma a pagamento ottieni:
- la possibilità di avere un tuo dominio
- più banda
- più spazio
- indicizzazione di google
Scegli il tema
Ora puoi impostarti il tuo tema tra quelli disponibili.
Tra gli 11 disponibili, io ho scelto "Earthling two" che avevamo adattato e rilasciato mesi fa su pypi.
E' bello vedere come ancora una volta la comunità funziona.
Tra l'altro l'uso di Diazo facilita molto l'implementazione di questo tipo di servizi: oggi ci sono "solo" 11 temi, ma è possibile aggiungerne altri.
Aggiungi funzionalità
Ora puoi aggiungere gli add-on, tra cui:
- Carousel
- Dropdown menu
- Autenticazione con OpenID
- PloneFormGen per creare moduli online
- Simple Social: vuoi farti mancare Facebook & co?
- Workflow personalizzati per cartella
- Copia di lavoro
- plone.app.caching: cache per siti più veloci
e i due nuovi cavalli di razza di Plone:
- Dexterity
- Diazo theme support
Quindi?
Beh, è Plone! Hai tutto quello che puoi fare con Plone, niente di meno. Ci sono alcuni add-on interessanti anche se c'è tutta una serie di ulteriori add-on che vorrei già poter usare.
L'attuale target di mercato è sicuramente molto basico e i temi sono veramente pochi (anche se con Diazo e un po' di olio di gomito puoi fare faville).
Seconde me ha le potenzialità necessarie per crescere. Stay tuned.
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Aug 01, 2011
Sottositi in Plone: la nostra soluzione
Approfittando della migrazione a Plone 4, ci siamo presi il tempo di rilasciare finalmente, nella consueta ottica del riuso in stile PloneGov, il prodotto Plone per gestire sottositi in uso da qualche anno nel Comune di Modena
La priorità: capire cosa è un sottosito
Prima di addentrarsi nella scelta di una delle soluzioni Plone per gestire sottositi, è bene iniziare il tutto con un'esame della propria organizzazione (o di quella del Cliente che vi ha richiesto "Plone e sottositi") per capire che cosa è un sottosito agli occhi dell'utilizzatore finale.
Può sembrare un passo inutile e dal risultato ovvio in quanto ogniuno di voi avrà in questo momento un'idea ben precisa ma posso assicurarvi che in questi anni abbiamo potuto vedere come questo concetto possa essere percepito in modo molto diverso.
Diamo innanzi tutto una definizione abbastanza generica da poter essere corretta in ogni caso (che dite, la scrivo anche su Wikipedia?).
Un sottosito è una porzione di un sito più grande ma che risente di un certo grado di indipendenza, pur mantenendo un legame col sito principale o con eventuali sottositi fratelli.
Fin qui tutto ok ma in seguito inizieranno ad emergere dettagli e molto spesso le similitudini tra le differenti richieste finiranno qui.
Le variabili in gioco sono le seguenti: indipendenza e legame col sito principale. Tutti vedono queste due caratteristiche in modo molto diverso.
Il nostro lavoro in questi casi è sempre stato analizzare innanzi tutto che cosa l'utente vuole ottenere.
Non ci siamo sorpresi quando alle volte il concetto di sottosito si è fermato alla richiesta di avere un dominio diverso col quale poter navigare una parte del il sito principale (e.g: sottosito.ente.it) oppure alla semplice applicazione di un tema differente. Non c'è nulla di male: un logo differente, o poco più, alle volte è tutto quello che i vostri utenti si aspettano e basta ai visitatori del sito per dare il giusto messaggio.
Gradi di indipendenza dal sito madre
Vediamo i vari scenari che si possono presentare.
Indipendenza 0%, legame col principale 100%
E' l'esempio fatto poco fa. Stiamo quindi parlando di siti dove l'indipendenza è nulla mentre il legale col sito principale è completo. L'utente ha solo bisogno di un richiamo visuale che identifichi l'entrata in un dipartimento diverso, una sottosezione dell'ente o della compagnia, etc.
Indipendenza 100%, legame col sito principale 0%
Altro non infrequente esempio è lo sviluppo di tanti piccoli sottositi, potenzialmente diversi tra loro in tutto.
Al termine dell'analisi di queste situazioni ci vede essere da parte vostra la lecita domanda "Ma perché dite che vi serve un sottosito? Quale è il legame col sito principale?".
Anche in questo caso non stupitevi se la risposta a volte è "Nessun legame!".
Molto spesso l'utente ha davvero bisogno di siti Plone completamente separati che condividono semplicemente:
- i prodotti installati
- una base dati utente comune (ma non è detto)
- l'uso di un dominio principale condiviso (ente.it/sottosito oppure sottosito.ente.it)
In questi casi Plone risolve da solo brillantemente la necessità, permettendovi di creare siti Plone separati nella stessa istanza Zope. Non vi serve altro!
La verità sta nel mezzo
Ovviamente nella maggior parte dei casi si ha "la sana via di mezzo".
In questa zona grigia molto spesso non vi serve chissà quale prodotto installato, ma qualche piccolo accorgimento.
Un esempio reale:
"i sottositi dovranno essere completamente indipendenti ma il link "Home" delle briciole di pane deve puntare al sito principale".
Quindi la Home del sottosito parte in realtà dalla seconda voce. Come otteniamo una cosa simile? Una semplice modifica che personalizzi la viewlet che genera questo elemento, per inserire un link assoluto al sito base. Per il resto: siamo ancora in presenza di un ambiente altamente indipendente. Il vostro "Plonista di fiducia" può farvi ottenere questo comportamento con poche ore di lavoro!
Da qui possiamo incontrare casi dove l'indipendenza cala piano piano e i prodotti da personalizzare ed installare crescono e si complicano...
Quando arrivate a questo, vale la pensa guardarvi attorno a capire che cosa vi serve davvero, e verificare che cosa Plone vi offre.
Altri prodotti che SI OCCUPANO DI sottositi
La necessità di ottenere sottositi è largamente sentita in Italia (forse anche legata alle recenti norme di razionalizzazione dei siti esistenti per gli Enti Pubblici) ma assai meno all'estero.
Al termine della Plone Conference di Budapest ho partecipato ad un Open Space dove si è parlato di sottositi, ma per il resto abbiamo dovuto faticare, inviare segnalazioni, discutere ed aspettare perché Plone ci facilitasse questo comportamento. Anche le discussioni a riguardo non sono poi tante (vale la pena leggere "Subsites in Plone: Review of info and call for sharing products, experiences, and best practices").
Ad oggi l'unico prodotto che sembra abbastanza mantenuto e aggiornato che si occupa di questa necessità è Lineage.
... almeno fino al rilascio del nostro prodotto! 
Ad ogni modo con la release 4 il nostro CMS preferito è diventato un ottimo ambiente per avere sottositi.
Fare sottositi in Plone senza usare Plone: redturtle.subsite
La natura di redturtle.subsites si riassume in questo. Spostare al di fuori di Plone (Apache) tutta una serie di problematiche che, grazie a funzionalità native di Plone (anche se poco conosciute) è possibile gestire senza codice aggiuntivo.
Il prodotto nasce da alcuni esperimenti di RedTurtle ma viene portato poi avanti grazie alle esplicite richieste del Comune di Modena, che ha sentito da molti anni questa necessità in alcune installazioni ed è quindi un precursore dell'esplorazione dei sottositi in Plone.
Siamo in presenza di sottositi dove il rapporto "indipendenza/legame col principale" è variabile, ma comunque molto spostata verso un livello di bassa indipendenza ed altra integrazione: i sottositi fanno tutti parte della Rete Civica e questo non viene mai completamente nascosto.
Descriviamo nel dettaglio le richieste originali.
Back-end
I redattori dei sottositi devono poter accedere ad un indirizzo di back-end (anche detto "back-office") riservato, e si autenticano da quell'indirizzo (qualcosa come redazione.ente.it).
La caratteristica del back-end è quella di nascondere completamente tutto ciò che identifica i sottositi e mostrare il sito Plone principale. I sottositi risultano quindi semplici cartelle all'interno del portale visitato.
Anche il tema grafico può essere personalizzato fino ai limiti dello spartano, eliminando tutto quello che occupa spazio visivo nello schermo del redattore (o perché no, aggiungendovi elementi che abbiano il solo scopo di facilitare la redazione).
Il tema diventa quindi un vero e proprio tema riservato al back-end (ma non è obbligatorio).
Il redattore può quindi facilmente eseguire link interni (usando l'editor di Plone) tra documenti di sottositi diversi, creare collezioni che catturino informazioni da più sottositi, ...
Front-end
Questo comportamento deve cambiare nel front-end. Quando il visitatore accedere ad un sottosito deve ovviamente vedere il tema applicato a questo, ma deve avere un livello di integrazione col sito principale molto più basso.
I link alla home del sito, dal logo e dalle briciole di pane, devono riferirsi al sottosito corrente, non a quello principale.
Se non fosse per le ricerche effettuate nel sito o per la presenza di collezioni che qua e là possono mostrare contenuti proveniente dagli altri sottositi fratelli, potrebbe quasi sembrare di trovarsi all'interno si un sito Plone separato.
Con Plone è estremamente semplice (leggasi "senza installare nulla") isolare una cartella perché questa funzioni come un sito indipendente, ma questo influenzerebbe sia il back-end che il front-end (livello di indipendenza troppo elevato).
La nostra soluzione
Il nostro prodotto offre un modo estremamente semplice e poco invasivo di avere:
- un back-end che nasconda completamente i sottositi
- un front-end che mostri alcune cartelle come sottositi
- una metodologia semplice per creare temi aggiuntivi per questi sottositi
Creare uno di questi temi per i sottositi, o personalizzare un tema esistente, è estremamente semplice.
Il prodotto offre già alcune piccole personalizzazioni di Plone (modificandolo il meno possibile) per non dover sviluppare nessun codice aggiuntivo. Abbiamo anche fornito un tema di esempio per un sottosito Plone.
Le altre caratteristiche fornite sono:
- la navigazione di front-end interna al sottosito è altamente limitata al sottosito stesso (briciole di pane, link alla radice, ...)
- le ricerche sono eseguite a livello globale
- le collezioni comprendono tutto il sito (viene lasciato quindi al redattore il compito di limitarle, se lo desidera)
- ipotetici redattori di front-end (utenti esterni alla redazione) sono fortemente limitati, come se stessero lavorando in un sito Plone indipendente
Conclusioni
Il prodotto redturtle.subsite è semplicemente un aggregatore di tutta la splendida tecnologia sottostante e la pagina ufficiale del prodotto può essere vista come un manuale dei sottositi in Plone, per chiunque volesse intraprendere la strada (anche senza voler per forza usare redturtle.subsite potreste trovare informazioni interessanti).
La sua limitata dimensione dimostra come Plone sia di per se uno strumento estremamente maturo e, lasciatemelo dire, ancora una volta pieno di belle sorprese!