riuso
Apr 02, 2012
OSEPA: Praga e Jihlava per il FLOSS
PloneGov mi ha regalato un'altra opportunità per viaggiare: questa volta, in Repubblica Ceca
Jihlava: dormire in un monastero e ostello domenicano, con le croci bianche e nere che mi riportano a Bologna. Una vegetazione da bosco alpino, un paesaggio dolcemente ondulato a una quota da bassa collina: Taccole grandi come Cornacchie, un Codirosso Spazzacamino che non vola via, un faggio millenario dietro la antica basilica domenicana.
Un clima suggestivo, che non mi fa scordare le molte aspettative per la presentazione sul modello di business sostenibile, basato su PloneGov, simile a quella presentata allo workshop OSEPA di Bologna, ma molto ampliata nel respiro e nel peso delle metafore.

Ma, tornando all'ambiente che mi circonda, non posso che trovarmi a mio agio in una regione che nella propria araldica mette in primo piano un porcospino, in una nazione in cui il personaggio più amato dai bambini è una talpa :-). Qui a Jihlava, i negozi di biciclette e articoli sportivi superano di gran lunga quelli di alimentari. A dispetto della densità "norvegese" di centri abitati, sparsi in mezzo a questa natura così ben conservata, la Vysocina è una punta di diamante digitale (il suo primo presidente è stato un esperto di IT). E lo si nota anche nel Palazzo della regione, che affianca architettura classica e moderna, con molta luce, e anche qui animali su tutte le pareti, dentro e fuori dagli stemmi.
E prima, Praga, così più larga e luminosa di quanto non avessi capito da foto e documentari: una bellezza sfacciata, ancor superiore al pur innegabile fascino.
Il piccolo investimento per seguire fin qui la Regione Emilia Romagna (grazie per l'invito!) è stato ampiamente compensato dal piacere di un keynote talk di fronte a un pubblico di nazionalità e estrazione variegata, e dalla scoperta della Repubblica Ceca che, già lo sapete, vale il viaggio.
Gli highlight degli interventi li potete leggere da soli sul sito della conferenza. Una rassegna di foto sulle nostre pagine facebook restituisce il clima rilassato e produttivo della quattro giorni (due di workshop a Praga e due di conferenza a Jihlava con sessioni parallele)
Per quello che ci riguarda, la cosa più interessante è stato il dialogo sul procurement di soluzioni free software, con esperti della Commissione e protagonisti di esperienze pilota come quella Svedese, che ha suscitato l'interesse del team della Regione al cui seguito ho vissuto questa piacevole esperienza. Il tutto condito di relazioni di Amministratori locali estremamente determinati nel puntare sul software libero per la regione più avanzata su questo fronte, in ambito nazionale.

Il quadro tracciato da OSEPA ha le sue ombre (tutti sono d'accordo che la classe politica va educata riguardo al free software) ma nel complesso è confortante: a margine, avere incontrato esperti di Plone, come Robert Kratky di Liberix, non è stata una coincidenza. Già la Plone Conference di Budapest aveva rivelato le numerose esperienze in atto in Europa Orientale.
Il prossimo appuntamento sarà a luglio a Bologna: spero di avere di nuovo l'opportunità di rivedere le persone interessanti, direi tutte, che ho incontrato.
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Sep 23, 2011
OSEPA Meeting, Bologna - evento "invisibile", presenza importante
C'è evento ed evento - essere convocati a un tavolo "riservato" come portatori di un modello di business degno di nota, è sempre una bella soddisfazione.
OSEPA è l'iniziativa Europea dedicata a condurre un dibattito sistematico tra le amministrazioni pubbliche europee sul tema del software libero, in termini di vantaggi e svantaggi (tecnici e di costi) derivanti dalla sua adozione e utilizzo da parte delle PA.

Partecipato da importanti organizzazioni tra cui la Regione Emilia Romagna, OSEPA, nei suoi meeting periodici, esplora lo stato di avanzamento delle esperienze degli Enti aderenti, e cerca di arricchirsi di nuovi punti di vista.
Redturtle è onorata di essere stata convocata come relatore al meeting del 28-29 Settembre, per parlare del modello di business sostenibile basato sul riuso e su PloneGov, che è diventato un po' il nostro marchio di fabbrica.
La Regione Emilia Romagna vede in noi un interlocutore non solo qualificato tecnicamente, ma rappresentativo del mercato e portatore di una visione che merita di essere conosciuta a livello internazionale.
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Aug 01, 2011
Sottositi in Plone: la nostra soluzione
Approfittando della migrazione a Plone 4, ci siamo presi il tempo di rilasciare finalmente, nella consueta ottica del riuso in stile PloneGov, il prodotto Plone per gestire sottositi in uso da qualche anno nel Comune di Modena
La priorità: capire cosa è un sottosito
Prima di addentrarsi nella scelta di una delle soluzioni Plone per gestire sottositi, è bene iniziare il tutto con un'esame della propria organizzazione (o di quella del Cliente che vi ha richiesto "Plone e sottositi") per capire che cosa è un sottosito agli occhi dell'utilizzatore finale.
Può sembrare un passo inutile e dal risultato ovvio in quanto ogniuno di voi avrà in questo momento un'idea ben precisa ma posso assicurarvi che in questi anni abbiamo potuto vedere come questo concetto possa essere percepito in modo molto diverso.
Diamo innanzi tutto una definizione abbastanza generica da poter essere corretta in ogni caso (che dite, la scrivo anche su Wikipedia?).
Un sottosito è una porzione di un sito più grande ma che risente di un certo grado di indipendenza, pur mantenendo un legame col sito principale o con eventuali sottositi fratelli.
Fin qui tutto ok ma in seguito inizieranno ad emergere dettagli e molto spesso le similitudini tra le differenti richieste finiranno qui.
Le variabili in gioco sono le seguenti: indipendenza e legame col sito principale. Tutti vedono queste due caratteristiche in modo molto diverso.
Il nostro lavoro in questi casi è sempre stato analizzare innanzi tutto che cosa l'utente vuole ottenere.
Non ci siamo sorpresi quando alle volte il concetto di sottosito si è fermato alla richiesta di avere un dominio diverso col quale poter navigare una parte del il sito principale (e.g: sottosito.ente.it) oppure alla semplice applicazione di un tema differente. Non c'è nulla di male: un logo differente, o poco più, alle volte è tutto quello che i vostri utenti si aspettano e basta ai visitatori del sito per dare il giusto messaggio.
Gradi di indipendenza dal sito madre
Vediamo i vari scenari che si possono presentare.
Indipendenza 0%, legame col principale 100%
E' l'esempio fatto poco fa. Stiamo quindi parlando di siti dove l'indipendenza è nulla mentre il legale col sito principale è completo. L'utente ha solo bisogno di un richiamo visuale che identifichi l'entrata in un dipartimento diverso, una sottosezione dell'ente o della compagnia, etc.
Indipendenza 100%, legame col sito principale 0%
Altro non infrequente esempio è lo sviluppo di tanti piccoli sottositi, potenzialmente diversi tra loro in tutto.
Al termine dell'analisi di queste situazioni ci vede essere da parte vostra la lecita domanda "Ma perché dite che vi serve un sottosito? Quale è il legame col sito principale?".
Anche in questo caso non stupitevi se la risposta a volte è "Nessun legame!".
Molto spesso l'utente ha davvero bisogno di siti Plone completamente separati che condividono semplicemente:
- i prodotti installati
- una base dati utente comune (ma non è detto)
- l'uso di un dominio principale condiviso (ente.it/sottosito oppure sottosito.ente.it)
In questi casi Plone risolve da solo brillantemente la necessità, permettendovi di creare siti Plone separati nella stessa istanza Zope. Non vi serve altro!
La verità sta nel mezzo
Ovviamente nella maggior parte dei casi si ha "la sana via di mezzo".
In questa zona grigia molto spesso non vi serve chissà quale prodotto installato, ma qualche piccolo accorgimento.
Un esempio reale:
"i sottositi dovranno essere completamente indipendenti ma il link "Home" delle briciole di pane deve puntare al sito principale".
Quindi la Home del sottosito parte in realtà dalla seconda voce. Come otteniamo una cosa simile? Una semplice modifica che personalizzi la viewlet che genera questo elemento, per inserire un link assoluto al sito base. Per il resto: siamo ancora in presenza di un ambiente altamente indipendente. Il vostro "Plonista di fiducia" può farvi ottenere questo comportamento con poche ore di lavoro!
Da qui possiamo incontrare casi dove l'indipendenza cala piano piano e i prodotti da personalizzare ed installare crescono e si complicano...
Quando arrivate a questo, vale la pensa guardarvi attorno a capire che cosa vi serve davvero, e verificare che cosa Plone vi offre.
Altri prodotti che SI OCCUPANO DI sottositi
La necessità di ottenere sottositi è largamente sentita in Italia (forse anche legata alle recenti norme di razionalizzazione dei siti esistenti per gli Enti Pubblici) ma assai meno all'estero.
Al termine della Plone Conference di Budapest ho partecipato ad un Open Space dove si è parlato di sottositi, ma per il resto abbiamo dovuto faticare, inviare segnalazioni, discutere ed aspettare perché Plone ci facilitasse questo comportamento. Anche le discussioni a riguardo non sono poi tante (vale la pena leggere "Subsites in Plone: Review of info and call for sharing products, experiences, and best practices").
Ad oggi l'unico prodotto che sembra abbastanza mantenuto e aggiornato che si occupa di questa necessità è Lineage.
... almeno fino al rilascio del nostro prodotto! 
Ad ogni modo con la release 4 il nostro CMS preferito è diventato un ottimo ambiente per avere sottositi.
Fare sottositi in Plone senza usare Plone: redturtle.subsite
La natura di redturtle.subsites si riassume in questo. Spostare al di fuori di Plone (Apache) tutta una serie di problematiche che, grazie a funzionalità native di Plone (anche se poco conosciute) è possibile gestire senza codice aggiuntivo.
Il prodotto nasce da alcuni esperimenti di RedTurtle ma viene portato poi avanti grazie alle esplicite richieste del Comune di Modena, che ha sentito da molti anni questa necessità in alcune installazioni ed è quindi un precursore dell'esplorazione dei sottositi in Plone.
Siamo in presenza di sottositi dove il rapporto "indipendenza/legame col principale" è variabile, ma comunque molto spostata verso un livello di bassa indipendenza ed altra integrazione: i sottositi fanno tutti parte della Rete Civica e questo non viene mai completamente nascosto.
Descriviamo nel dettaglio le richieste originali.
Back-end
I redattori dei sottositi devono poter accedere ad un indirizzo di back-end (anche detto "back-office") riservato, e si autenticano da quell'indirizzo (qualcosa come redazione.ente.it).
La caratteristica del back-end è quella di nascondere completamente tutto ciò che identifica i sottositi e mostrare il sito Plone principale. I sottositi risultano quindi semplici cartelle all'interno del portale visitato.
Anche il tema grafico può essere personalizzato fino ai limiti dello spartano, eliminando tutto quello che occupa spazio visivo nello schermo del redattore (o perché no, aggiungendovi elementi che abbiano il solo scopo di facilitare la redazione).
Il tema diventa quindi un vero e proprio tema riservato al back-end (ma non è obbligatorio).
Il redattore può quindi facilmente eseguire link interni (usando l'editor di Plone) tra documenti di sottositi diversi, creare collezioni che catturino informazioni da più sottositi, ...
Front-end
Questo comportamento deve cambiare nel front-end. Quando il visitatore accedere ad un sottosito deve ovviamente vedere il tema applicato a questo, ma deve avere un livello di integrazione col sito principale molto più basso.
I link alla home del sito, dal logo e dalle briciole di pane, devono riferirsi al sottosito corrente, non a quello principale.
Se non fosse per le ricerche effettuate nel sito o per la presenza di collezioni che qua e là possono mostrare contenuti proveniente dagli altri sottositi fratelli, potrebbe quasi sembrare di trovarsi all'interno si un sito Plone separato.
Con Plone è estremamente semplice (leggasi "senza installare nulla") isolare una cartella perché questa funzioni come un sito indipendente, ma questo influenzerebbe sia il back-end che il front-end (livello di indipendenza troppo elevato).
La nostra soluzione
Il nostro prodotto offre un modo estremamente semplice e poco invasivo di avere:
- un back-end che nasconda completamente i sottositi
- un front-end che mostri alcune cartelle come sottositi
- una metodologia semplice per creare temi aggiuntivi per questi sottositi
Creare uno di questi temi per i sottositi, o personalizzare un tema esistente, è estremamente semplice.
Il prodotto offre già alcune piccole personalizzazioni di Plone (modificandolo il meno possibile) per non dover sviluppare nessun codice aggiuntivo. Abbiamo anche fornito un tema di esempio per un sottosito Plone.
Le altre caratteristiche fornite sono:
- la navigazione di front-end interna al sottosito è altamente limitata al sottosito stesso (briciole di pane, link alla radice, ...)
- le ricerche sono eseguite a livello globale
- le collezioni comprendono tutto il sito (viene lasciato quindi al redattore il compito di limitarle, se lo desidera)
- ipotetici redattori di front-end (utenti esterni alla redazione) sono fortemente limitati, come se stessero lavorando in un sito Plone indipendente
Conclusioni
Il prodotto redturtle.subsite è semplicemente un aggregatore di tutta la splendida tecnologia sottostante e la pagina ufficiale del prodotto può essere vista come un manuale dei sottositi in Plone, per chiunque volesse intraprendere la strada (anche senza voler per forza usare redturtle.subsite potreste trovare informazioni interessanti).
La sua limitata dimensione dimostra come Plone sia di per se uno strumento estremamente maturo e, lasciatemelo dire, ancora una volta pieno di belle sorprese!
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Jul 29, 2011
Il ContènTOUR a Roma: location ed ospiti promettono bene
Come l'anno scorso, anche per il 2011 una tappa del ContènTOUR è ospitata da un Cliente di riferimento delle aziende promotrici. Spicca l'annunciato intervento di Flavia Marzano, come "Guest Star" della nostra iniziativa di promozione del free software del prossimo 28 settembre.
Un percorso che prosegue
Abstract, BioDec e RedTurtle continuano a collaborare sul fronte della divulgazione e promozione del software libero: anche quest'anno il trio di aziende ha ottenuto la collaborazione di un Cliente storico per ospitare, il 28 settembre, una tappa del ContènTOUR.

Grazie al particolare impegno di Abstract, si è ottenuta l'ospitalità di ENEA, un Cliente con il quale due delle aziende organizzatrici (appunto Abstract e noi) collaborano da tempo, su commesse separate, ma nel comune segno di un'attenzione al software libero nel mondo della ricerca e dell'accademia, già emersa prepotentemente nelle iniziative, anch'esse cogestite dal nostro trio di aziende, e denominate Plone for Research and University, ospitate una al CNR di Bologna, e una al TIGEM di Napoli.
Il programma della giornata
- la convinzione con cui l'Ente ospitante, ENEA, esporrà le ragioni della propria "love story" con Plone, oggi in uso sia la centro, sia nelle sedi geografiche, con un'estensiva formazione del personale ENEA per l'utilizzo del software libero;
- la presenza di un altro caso di studio legato alla PAC, in questo caso un Ente sul quale Abstract e RedTurtle operano congiuntamente in ATI: ISFOL, l'Istituto Superiore per la Formazione dei lavoratori, che ha scelto Plone per il proprio portale istituzionale;
- gli interventi delle Università di Bari e Macerata, a confermare che il mondo dell'Accademia è un terreno fertile per Plone (tra le università membri di PloneGov italia, ricordiamo anche Roma Sapienza e Ferrara);
- last but not least, un intervento di Flavia Marzano, una delle voci più autorevoli sull'apertura nella PA italiana.
Come iscriversi?
Come si vede, vale la pena di esserci: in particolare considerando che la partecipazione all'evento è gratuita, il link per l'iscrizione si puà trovare in fondo alla pagina riassuntiva sul sito dell'evento.
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Jul 21, 2011
La Guardia di Finanza in PloneGov - tempi che cambiano... in meglio!
La Guardia di Finanza, con la formale adesione a PloneGov, invia un importante segnale di apertura, formale e sostanziale, a tutte le forze di polizia e agli alti corpi militari.
Una istituzione aperta al confronto
La doppia natura di forza di polizia e corpo militare da sempre conferisce alla Guardia di Finanza, assieme a uno spettro di competenze davvero ampio, anche una particolare attenzione agli aspetti tecnologici e di comunicazione.
Alla loro convergenza, i siti Web istituzionali: sfida ed opportunità affrontata, in questo caso, con intraprendenza da uno staff brillante che non solo ha saputo scegliere bene (parliamo di Plone), ma soprattutto ha saputo convincere - con la forza dei fatti - la catena gerarchica dell'opportunità di questa scelta.

Da osservatori a membri di PloneGov Italia
Ci fa particolarmente piacere che - in modo indiretto - PloneGov abbia accompagnato fin dal primo istante questa esperienza. Era l'Ottobre 2010 quando l'Ufficio Centrale Relazioni con il Pubblico della GdF contattava il Comune di Modena, identificato come uno dei membri PloneGov più attivi, alla ricerca di una collaborazione che consentisse di migliorare le competenze autonomamente sviluppate. Da subito, nasceva la proposta di formalizzare l'adesione a PloneGov Italia.
Esplorando i siti Modenesi, lo staff GdF individuava rt.video, la soluzione sviluppata da RedTurtle a Modena per il portale multimedia.mo e si rivolgeva a noi, chiedendo chiarimenti tecnici per procedere al riuso della stessa, assieme a una proposta formativa simile a quella a suo tempo erogata a Modena. Inoltre, analizzando il software offerto in riuso membri Plonegov Italia, si imbatteva nel selettore dei nomi di Enti territoriali proposto dalla regione Emilia Romagna, entrando in contatto anche con questo Ente. Altra fonte di ispirazione, alcuni dei prodotti Redturtle rilasciati al pubblico dominio, come redturtle.portletpage.views.
Una celebrazione speciale
Nel frattempo la burocrazia faceva il suo corso, veniva perfezionato un contratto con Redturtle per la fornitura di servizi e formazione, e il 23 giugno 2011 il 237° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza veniva celebrato anche con uno streaming dell'intera cerimonia sul nuovo portale multimediale Plone.
Insomma, la GdF ha saputo destreggiarsi nel modo migliore, prima scegliendo una tecnologia flessibile ed aperta, poi individuando chi poteva aiutare l'Ente a migliorare la propria competenza, e soprattutto facendo in modo di minimizzare i costi rispetto al risultato. Tutto ciò, crescendo di competenza e migliorando la qualità del servizio. Una strada aperta a tutti, e tanto più agevole, quanti più Enti la percorrono: il prestigio e la dimensione della Guardia di Finanza, che certamente presto inizierà a sviluppare e rilasciare componenti Plone, sono una garanzia per il futuro di questa autostrada del riuso.