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Dec 03, 2009
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Nov 23, 2009
Un italiano a Budapest
Non vi racconterò di talk, di tecnologie, di nuove feature. Non vi racconterò nemmeno dell'ultima e della prossima release di plone. La mia gita alla plone conference è stata un viaggio emozionante tra persone e idee.
Non so esattamente quale sia la percezione dall'esterno, ma ogni anno la conference rappresenta, per me, la possibilità di ritrovare vecchi amici che hanno una passione in comune.
Si parte!
Già alla cena pre-conference l'accoglienza è stata incredibile.
Aaron aveva un posto buono a fianco a lui e subito i gruppi si sono mescolati: italiani, americani, polacchi, francesi, tedeschi, olandesi.
Tutti li' a parlare di tutto. C'era quello mi chiedeva di amberjack, quello che si ricordava di un piatto italiano e voleva la ricetta, quello che ti racconta che si è finalmente preso una spider e ne è così orgoglioso.
Tutto come se fossimo vecchi compagni di scuola che hanno condiviso qualcosa di particolare e prezioso.
Spesso si dice:
plone il cms, plone il framework, ma soprattutto plone la comunità
La solita retorica, trita retorica, dell'open source, vero? beh, magari no.
Se ne sei fuori, o meglio se ne vuoi stare fuori, sei libero di vederla così, ma così non è. Frequento e ho frequentato in passato altre comunità (i partner ibm, i lug, l'xpug) e nonostante abbia incotnrato alti livelli di eccellenza, questa community è quella più coinvolgente, appassionante, e professionalmente energizzante.
ZEA
Il gruppo ZEA si è riunito dopo diverso tempo in una riunione live. Ho potuto conoscere di persona e di scambiare opinioni con Matt, Russ, Kit e Jean Paul, che conoscevo solo in modo marginale, ma anche di rivedere vecchi amici come Xavier e Godefroid. E' stato utile, credo che il gruppo sia oggi più compatto e propositivo.
Plone Italia
Il riaggregarsi del gruppo italiano è stato allo stesso modo entusiasmante.
Ognuno aveva la sua idea, il suo modo di vedere le cose. E si è discusso, preso in considerazione le varie tesi.
Quello che ne è venuto fuori lo potete o lo avete letto sulla ML, ma il punto interessante, ancora una volta, non è stato solo il risultato finale.
Il confronto, il discutere, il mettere in dubbio quello che è il tuo piccolo mondo di fronte agli altri è un modo estremamente appagante di crescere. E ti rendi conto che dopo 12 anni di lavoro e non so quanti di informatica, non sei ancora arrivato. C'è sempre qualcuno che ha qualcosa di nuovo da raccontarti un punto di vista diverso, e cresci.
collective.amberjack
Poi c'è stata la mia personalissima ciliegina sulla torta: collective.amberjack.
Ho potuto presentarlo in un talk ufficiale, ho "guidato" uno sprint e raccontato a tutti gli sprinter gli avanzamenti del lavoro fatto.
Messa giù così ha un che di vagamente autocelebrativo e presuntuoso. E sicuramente una parte di me è decisamente soddisfatta dell'interesse che ne è uscito. Il punto però è un altro.
Perdersi nella comunità
Ho sempre visto tutti coloro che contribuivano come una specie di esseri con capacità tecniche, qualità personali di livello superiore.
Il che in parte è anche vero. Quello che è, però, ancora più vero non sono le capacità tecniche, ma la voglia di proporsi e di perseverare.
In fondo quello che è cambiato in me rispetto alle precedenti conference è stato il voler mettere sul piatto quello che so fare, tanto o poco non importa. La comunità ha apprezzato ed evidenziato. Poi, magari, amberjack sarà stata anche un buona idea, ma in ogni caso è stato l'impegno che ha fatto la differenza.
E' la differenza che passa tra lo stare nell'ombra e sfruttare l'open source, come molti purtroppo fanno, e il fondersi nella comunità: più dai, più ti impegni, più avrai in cambio in termini di credibilità, riconoscenza, amicizia!
Ritorno a casa
Alla fine del viaggio la lezione imparata è che tutta la retorica dell'open source, del fatto che tutti possono contribuire, che è la community che segna la strada è niente di più che la realtà.
Non ci si può, però, limitare a raccontarla (alle conferenze, ai linux day, in post sui blog), occorre declinarla in azioni, in codice, in attività, in quello che sai fare.
Allora? che pensi di proporre alla prossima ploneconf?
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Nov 17, 2009
Da Budapest... con stile
Un breve report dalla Plone Conference 2009.
Per una panoramica dei principali talk che hanno animato la settima Plone Conference (Budapest, 2009) vi rimando alle precise recensioni di Maurizio e Luca.
In queste poche righe, invece, vorrei sintetizzare promesse e aspettative che rivoluzioneranno la vita di un plone skinner: grandi poteri saranno concessi alla nostra stirpe di fate madrine, che da qualche lembo di stoffa sono chiamate a creare un lussuoso abito da cerimonia ;)
Non è un caso se Steve McMahon ha concluso il suo talk "Overlays, Accordians and Tabs, Oh My" con la celebre massima dello zio Ben ("With great power comes great responsability").
Ma andiamo con ordine.
Il nuovo tema Deco-oriented.
Non c'era presentazione che non lo mostrasse. Limi gli ha dedicato un intero talk ("Complex CSS layout made easy"). Che dire... finalmente quello che tutti aspettavamo: un layout completamente table-less!
L'aspetto generale, da un punto di vista puramente grafico, non stravolge la struttura lineare e pulita che ha sempre caratterizzato Plone: anzi, lo svecchia e gli conferisce un tocco di professionalità in più (personalmente non sopportavo l'azzurrino pallido e il verdino acido dell'interfaccia base ;) ).
Niente tabelle, quindi: l'impostazione è già proiettata verso Deco, con una griglia di blocchi posizionati sapientemente a suon di CSS, con la garanzia di poca spesa e ottima resa sia per layout fissi che liquidi. Come spiega chiaramente Limi nella PLIP, saranno mantenuti i vecchi ID, spariranno le base_properties, saranno semplificati e alleggeriti i fogli di stile... e altre novità che attutiranno un po' l'impatto con il futuro (prossimo?) Plone 5.
Deliverance e XDV
Hanno destato la curiosità di molti, sia neofiti che già avvezzi a rules e XPath.
Si insiste ancora sul concetto che Deliverance, e ancor più XDV, permetterà a chiunque di creare fantabulose skin per Plone senza doverne conoscere nemmeno il nome. Non sono d'accordo, ma non è questa la sede per discuterne. Di sicuro con Plone 5 si farà il grande salto e per allora dovremo essere pronti con il paracadute sulle spalle.
XDV è il fratellino semplificato di Deliverance, che ha il grande vantaggio di essere installabile come egg in pochi passaggi ma, proprio per questa sua estrema semplificazione, non offre tutti i vantaggi del fratello maggiore. Dopo la Conference potrei ricredermi: durante un open-space con Nate Aune e Denys Mishunov si è parlato dei continui miglioramenti fatti proprio per avvicinare XDV a Deliverance, non ultimo l'integrazione delle espressioni condizionali.
Haran... Banjo?
Questa davvero non me l'aspettavo e mi ha colto di sorpresa. Nate Aune ha presentato, sia in un talk che agli sprint, questo nuovo progetto Deliverance-oriented. Banjo è pensato per creare velocemente e interattivamente (TTW) le rules di posizionamento dal sito padre al tema Deliverance. Qualche clic e via! Attendo curiosa e fiduciosa gli sviluppi di questo tool: non credo che potrà eliminare completamente l'intervento sul codice ma aiuterebbe e semplificherebbe la vita agli skinner di primo pelo.
JQueryTools
Già da Plone 4 vedremo parecchi effetti speciali: tutto è pensato nell'ottica di ridurre al massimo il numero di clic necessari per le operazioni più semplici (login, impostazione di un oggetto come vista predefinita et similia). Ne ha parlato ampiamente Eric Steele al suo talk "A Look at Plone 4". Si potrà fare uso (e abuso?) di effetti come overlays, tabs, accordions: vi rimando alla presentazione di Steve McMahon per approfondire l'argomento. Quanto impatterà tutto ciò nell'applicazione di una grafica uniforme al nostro sito Plone? E quanto, soprattutto, si potranno applicare questi effetti senza perdere accessibilità (nel senso stretto del termine, quello ben noto a chi deve fare i conti con la legge Stanca)? Lo scopriremo solo vivendo :)
Conclusioni
Questa è stata solo la mia seconda Conference, ma rispetto alla precedente (Washington D.C., 2008) ho notato un interesse molto più forte verso il lavoro dello skinner: i talk e gli open-space dedicati erano tanti e piuttosto affollati, capitava spesso di essere presentati a guru ploneschi che elargivano complimenti e pacche sulle spalle. Qualcuno ha persino azzardato l'ipotesi di creare un CSS Zen Garden per Plone :)
Adesso non resta che portare un po' di questa sferzata d'energia anche nella comunità italiana... si potrebbe forse iniziare da un bel restyling di Plone.it? ;)
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Nov 12, 2009
Plone nuovamente premiato agli Open Source CMS Awards
Dopo il secondo posto del 2007 e il primo posto nel 2008, Plone si conferma la miglior scelta nella categoria "other open souirce CMS"
Packt Publishing, uno dei leader nell'editoria relativa al software libero, organizza ogni anno il premio "Best open source CMS".
A partire dallo scorso Giugno, dopo che un panel di esperti ha selezionato i "top five" della categoria "Other open source CMS", i voti del pubblico sono affluiti fino alla fine di Ottobre, decretando il successo di Plone, come già nel 2008.
Per noi che conosciamo Plone e ci lavoriamo quotidianamente, questo risultato non è certo una sorpresa: per chi non lo conosce ancora, può essere un importante elemento di valutazione.
C'è da dire che, di anno in anno, gli organismi di terza parte che valutano i CMS con griglie molto severe, come il CMS watch, collocano regolarmente Plone ai livelli più alti come prestazioni complessive. E' importante diffondere il concetto che Plone è davvero un sistema completo e di classe enterprise, e interessa a tutti (a noi come ai Clienti) che riconoscimenti come questi stiano a dimostrarlo.
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Nov 09, 2009
Ploneconf2009: un breve sommario
Archetypes è morto: lunga vita ad Archetypes
Trovo finalmente il tempo di riassumere i punti salienti della Ploneconf 2009 di Bupadest.
La grande verità
Per la prima volta dai tempi di Plone 2.0 sono davvero convinto che il nostro amato e ben conosciuto Archetypes venga lentamente mandato a morte. La sua sarà una lenta e non facile caduta e molto probabilmente i suoi pezzi vivranno fino ai tempi di Plone 5, ma a differenza di tutte le altre volte l'alternativa che si sta disegnando è reale e soprattutto da qualcosa che Archetypes non aveva.
Sto ovviamente parlando di Dexterity. Questo nuovo framework promette maggiore velocità (il talk di David Glick intitolato "Building Content Types with Dexterity" ha anche mostrato qualche cifra, ma nulla di eccezionale a dire il vero, un particolare confermato anche da Wichert Akkerman nel suo intervento di cui parlo sotto), si integra in modo completo con la ZCA e l'uso delle interfacce... ma non sono questi i particolari che credo determineranno il suo successo.
Per la prima volta non si sta semplicemente fornendo una modo alternativo, ideologicamente più bello ma nella pratica più limitato, per ottenere esattamente quello che Archetypes già fornisce (ho visto vari di questi tentativi in passato, e anche Rok Garbas ci ha riprovato nel suo talk intitolato "Complex Forms with z3c.form"). Dexterity offre una grande nuova funzionalità che è la generazione dei contenuti via Web!
Per chi di voi ha già usato prodotti come ATSchemaEditorNG e derivati, questo potrebbe non sembrare niente di veramente nuovo, ma questa volta la differenza sta nel fatto che questi contenuti saranno esportabili come codice perfettamente funzionante e modificabile.
L'utente Plone potrebbe quindi generare autonomamente i propri modelli dati e richiedere interventi di sviluppo sono per ottenere risultati che l'interfaccia Web non offre... eccezionale!
Le slide e gli esempi sono da analizzare (forse un tantino esagerata anche l'inclusione opzionale dei componenti Grok... ma lo perdoniamo).
Il prodotto attualmente presenta alcuni limiti e mancate funzionalità che non lo fa consigliare per la produzione, ma sono tutte cose che verranno facilmente superate nel breve. Probabilmente Dexterity diventerà lo standard dello sviluppo in Plone 4, convivendo (forse non troppo pacificamente) con Archetypes, per diventare l'unico ospite in Plone 5.
De-cosa?
Era dappertutto e se ne parlava dappertutto... Deco!
Confesso che non mi sono assolutamente interessato all'argomento fino alla conferenza e anche durante la stessa ho schivato tutti i talk a riguardo, poi mi sono ritrovato ad uno degli incontri nella terza giornata (dedicata agli Open Space) in cui l'argomento era "pagine composte" e l'intervento di Limi ha portato l'attenzione su questo nuovo giocattolo.
Deco si dovrebbe occupare solo del layout. Tutti noi potremmo continuare ad utilizzare l'approccio di oggi (creo un contenuto, genero la sua vista) oppure basarci sul layout Deco che permetterà il movimento dei componenti della pagina (tiles) tramite drag & drop.
A sentire Limi l'accessibilità della pagina (intesa come validazione del codice) rimane garantita se si parte da un buon XHTML. Vedremo!
A ruota libera
Essendo finiti gli argomenti principali, finisco con una breve panoramica su alcuni interventi minori che ho trovato per qualche motivo interessanti.
Euphorie: combining grok, dexterity sql content in a single application - Wichert Akkerman.
Wichert ci ha offerto un interessante talk su come usare Plone senza usare Plone. La descrizione di un progetto dove Plone veniva completamente privato di ogni suo componente (sharing, versioning, ...) e dove i dati venivano presi da database relazionale...
...forse conveniva non usare Plone? :-)
plone.app.discussion - Timo
Un veloce incontro negli openspace su un vecchio argomento mai completamente risolto (speriamo sia la volta buona) un nuovo prodotto, speriamo il nuovo prodotto, per gestire i commenti ai contenuti in Plone. Sarà compatibile con Plone 3.3 e diventerà parte del sistema in Plone 4.1.
plone.app.discussion promette la moderazione dei commenti e un workflow per questi, ovviamente personalizzabile. Era ora!
Very frequently asked questions answered for the last time :-) - Andreas Jung
Come potevo non partecipare? Chi di voi non è mai stato ripreso da A.J. almeno una volta?
La persona più "diretta" della mailing list plone-users che ripeteva per l'ennesima volta, nel modo più gentile possibile, alle domande che troppo spesso si è sentito fare (lo so... non erano davvero dirette a lui...).
Non mi sono stupito del suo intervento dopo la lunga discussione che è sfociata nel flaming poche settimane prima della conferenza...
Ho trovato divertente vedere come il giorno dopo qualcuno abbia comunque fatto domande troppo banali nella lista... e con lo stesso approccio di sempre abbia ricevuto in regalo le risposte di A. Jung!