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Nov 23, 2009

Un italiano a Budapest

Non vi racconterò di talk, di tecnologie, di nuove feature. Non vi racconterò nemmeno dell'ultima e della prossima release di plone. La mia gita alla plone conference è stata un viaggio emozionante tra persone e idee.

E non uso "passione" a caso. Lo so è stato utilizzato spesso e a sproposito, ma è l'unico che può descrivere pienamente una ploneconference. passione, passione vera.

Non so esattamente quale sia la percezione dall'esterno, ma ogni anno la conference rappresenta, per me, la possibilità di ritrovare vecchi amici che hanno una passione in comune.

Si parte!

Già alla cena pre-conference l'accoglienza è stata incredibile.
Aaron aveva un posto buono a fianco a lui e subito i gruppi si sono mescolati: italiani, americani, polacchi, francesi, tedeschi, olandesi.

Tutti li' a parlare di tutto. C'era quello mi chiedeva di amberjack, quello che si ricordava di un piatto italiano e voleva la ricetta, quello che ti racconta che si è finalmente preso una spider e ne è così orgoglioso.

Tutto come se fossimo vecchi compagni di scuola che hanno condiviso qualcosa di particolare e prezioso.

Spesso si dice:

plone il cms, plone il framework, ma soprattutto plone la comunità

La solita retorica, trita retorica, dell'open source, vero? beh, magari no.

Se ne sei fuori, o meglio se ne vuoi stare fuori, sei libero di vederla così, ma così non è. Frequento e ho frequentato in passato altre comunità (i partner ibm, i lug, l'xpug) e nonostante abbia incotnrato alti livelli di eccellenza, questa community è quella più coinvolgente, appassionante, e professionalmente energizzante.

ZEA

Il gruppo ZEA si è riunito dopo diverso tempo in una riunione live. Ho potuto conoscere di persona e di scambiare opinioni con Matt, Russ, Kit e Jean Paul, che conoscevo solo in modo marginale, ma anche di rivedere vecchi amici come Xavier e Godefroid. E' stato utile, credo che il gruppo sia oggi più compatto e propositivo.

Plone Italia

Il riaggregarsi del gruppo italiano è stato allo stesso modo entusiasmante.

Le cose non sono state liscie e tranquille. Quando va tutto liscio e non ci sono "discussione e confronto" significa che ci si omologa al pensiero comune oppure che non si riesce a dare un contributo reale.

Ognuno aveva la sua idea, il suo modo di vedere le cose. E si è discusso, preso in considerazione le varie tesi.

Quello che ne è venuto fuori lo potete o lo avete letto sulla ML, ma il punto interessante, ancora una volta, non è stato solo il risultato finale.

Il confronto, il discutere, il mettere in dubbio quello che è il tuo piccolo mondo di fronte agli altri è un modo estremamente appagante di crescere. E ti rendi conto che dopo 12 anni di lavoro e non so quanti di informatica, non sei ancora arrivato. C'è sempre qualcuno che ha qualcosa di nuovo da raccontarti un punto di vista diverso, e cresci.

collective.amberjack

Poi c'è stata la mia personalissima ciliegina sulla torta: collective.amberjack.

E' un sistema per la gestione di tutorial in plone che ho portato avanti un po' alla volta, con l'aiuto di altri allegri personaggi, da un anno a questa parte. Si mormora che entrerà in una delle prossime versioni minori di plone.

Ho potuto presentarlo in un talk ufficiale, ho "guidato" uno sprint e raccontato a tutti gli sprinter gli avanzamenti del lavoro fatto.
Messa giù così ha un che di vagamente autocelebrativo e presuntuoso. E sicuramente una parte di me è decisamente soddisfatta dell'interesse che ne è uscito. Il punto però è un altro.

Perdersi nella comunità

Ho sempre visto tutti coloro che contribuivano come una specie di esseri con capacità tecniche, qualità personali di livello superiore.

Il che in parte è anche vero. Quello che è, però, ancora più vero non sono le capacità tecniche, ma la voglia di proporsi e di perseverare.

In fondo quello che è cambiato in me rispetto alle precedenti conference è stato il voler mettere sul piatto quello che so fare, tanto o poco non importa. La comunità ha apprezzato ed evidenziato. Poi, magari, amberjack sarà stata anche un buona idea, ma in ogni caso è stato l'impegno che ha fatto la differenza.

E' la differenza che passa tra lo stare nell'ombra e sfruttare l'open source, come molti purtroppo fanno, e il fondersi nella comunità: più dai, più ti impegni, più avrai in cambio in termini di credibilità, riconoscenza, amicizia!

Ritorno a casa

Puoi scegliere se guardare o giocare. Io ho detto "c'è la squadra!" e mi hanno fatto giocare.

Alla fine del viaggio la lezione imparata è che tutta la retorica dell'open source, del fatto che tutti possono contribuire, che è la community che segna la strada è niente di più che la realtà.

Non ci si può, però, limitare a raccontarla (alle conferenze, ai linux day, in post sui blog), occorre declinarla in azioni, in codice, in attività, in quello che sai fare.

Allora? che pensi di proporre alla prossima ploneconf?

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